IL PONTEFICE SALUTA IL PATRIARCA; “IL MIO CARO FRATELLO KYRILL” Un pensiero anche alla Cina, con i saluti per l'anno lunare. E un richiamo generale alla tutela della vita umana

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“Vi chiedo di accompagnare il mio viaggio in Messico che compirò tra pochi giorni e anche l’incontro che avrò all’Avana con il mio caro fratello Kyrill”– Il Papa, prima di concludere l’Angelus , ha fatto riferimento all’incontro previsto per il prossimo 12 febbraio a Cuba, dove il Pontefice farà scalo e dove il Patriarca sarà in visita ufficiale. Questo incontro dei Primati della Chiesa cattolica e della Chiesa ortodossa russa, “preparato da lungo tempo”, segnerà una tappa importante nelle relazioni tra le due Chiese. Entrambe le parti auspicano che sia anche un segno di speranza per tutti gli uomini di buona volontà, e “invitano tutti i cristiani a pregare con fervore affinché Dio benedica questo incontro, che possa produrre buoni frutti”.

Lo sguardo verso l’estero si è rivolto anche alla Cina, altro Paese dove si sta lavorando per un’apertura “E questi fratelli e sorelle dell’Estremo oriente che da domani festeggeranno il primo anno lunare, salutiamo con un applauso da qui”, ha detto infatti il Papa dopo l’Angelus, chiedendo un applauso alla folla in piazza, dopo aver ricordato che “domani, nell’Estremo Oriente e in varie parti del mondo, milioni di uomini e donne celebrano il capodanno lunare. A tutti auguro di sperimentare serenità e pace in seno alle loro famiglie, che costituiscono il primo luogo in cui si vivono e si trasmettono i valori dell’amore e della fraternità, della convivenza e della condivisione, dell’attenzione e della cura dell’altro. Possa il nuovo anno portare frutti di compassione, misericordia e solidarietà”.

Poi lo sguardo si è rivolto alle vicende italiane. “Mi unisco ai Vescovi italiani – ha detto il Papa dopo l’Angelus ricordando che oggi in Italia si celebra la Giornata per la vita – per auspicare da parte dei vari soggetti istituzionali, educativi e sociali un rinnovato impegno in favore della vita umana dal concepimento al suo naturale tramonto. La nostra società va aiutata a guarire da tutti gli attentati alla vita, osando un cambiamento interiore, che si manifesta anche attraverso opere di misericordia”. Ha incoraggiato “i docenti universitari di Roma e quanti sono impegnati a testimoniare cultura della vita”.

Infine una presa di posizione sulla moderna schiavitù: abbiamo “tutti – ha detto il Papa dopo l’Angelus – l’opportunità di aiutare i nuovi schiavi di oggi a rompere le pesanti catene dello sfruttamento per riappropriarsi della loro libertà e dignità. Penso in particolare a tante donne e uomini, e a tanti bambini! Occorre fare ogni sforzo per debellare questo crimine e questa intollerabile vergogna”.

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