DAMASCO AVVERTE : “RIMANDEREMO INDIETRO GLI AGGRESSORI DENTRO BARE DI LEGNO” L'Arabia Saudita è pronta a intervenire con truppe di terra contro l'Isis in Siria

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Sale la tensione nel Vicino Oriente. Il regime di Damasco ha infatti messo in guardia – senza usare mezzi termini – i Paesi confinanti contro ogni “aggressione” straniera di truppe di terra in Siria. “Ogni intervento terrestre sul territorio siriano senza l’autorizzazione del governo è un’aggressione di fronte alle quale occorrerà resistere. Nessuno pensi di attaccare la Siria o violare la sua sovranità, perché invieremo (gli aggressori) nel loro Paese in bare di legno, che siano sauditi o turchi”, ha affermato poco conciliante il Ministro degli Esteri di Damasco, Walid Muallem, in conferenza stampa nella capitale siriana. “Sarà questo il destino di tutti coloro che parteciperanno con i terroristi all’aggressione della Siria”, ha insistito il capo della diplomazia siriana.

Le parole sono state pronunciate dopo le notizie sul possibile invio di truppe saudite e turche nel Paese. “L’Arabia Saudita – affermava solo giovedì scorso il colonnello Ahmed Assiri, consigliere del ministero della Difesa di Riad – è pronta a partecipare a qualsiasi operazione di terra contro l’autoproclamato Stato islamico in Siria” concordata nell’ambito della coalizione internazionale anti-Isis. “Se c’è qualche volontà della coalizione a fare un’operazione di terra, noi vi contribuiremo positivamente”, aveva sottolineato al Assiri. Anche Ankara sarebbe sulla stessa linea d’azione. L’accusa era partita lo scorso 4 febbraio dal portavoce del ministro della Difesa russo, Igor Konashenkov. “Abbiamo serie ragioni di sospettare che la Turchia stia preparando una invasione militare di uno Stato sovrano, la Repubblica Araba di Siria. Stiamo assistendo a molteplici segnali di preparativi segreti, delle forze armate turche, di una attiva operazione sul territorio siriano”, aveva assicurato ai giornalisti il ministro.

Di diverso parere, però, i vertici militari iraniani. Il generale Mohammad Ali Jafari, comandante dei Guardiani della rivoluzione – l’esercito d’élite della Repubblica islamica d’Iran – è certo che “l’Arabia Saudita non oserà inviare truppe di terra in Siria” perché “il loro esercito è un esercito classico e la storia ha mostrato che non ha la forza di affrontare i combattenti dell’Islam”. Jafari si è pronunciato al termine delle esequie di sei iraniani uccisi in Siria combattendo al fianco del regime di Bashar al Assad. Probabilmente non mancherà modo di vedere chi, tra i tanti ad alzare la voce, avrà la meglio.

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