RIENTRA IL CADAVERE DELL’ITALIANO UCCISO. GENTILONI: “LONTANI DALLA VERITÀ”

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“Credo che siamo lontani dalla verità”. Il ministro degli esteri, Paolo Gentiloni, è netto nella sua dichiarazione, nel giorno in cui è atterrato all’aeroporto di Fiumicino l’aereo di linea della Egypt Air proveniente dal Cairo che ha riportato in Italia la salma di Giulio Regeni, il ricercatore universitario trovato morto tre giorni fa.

“A quanto risulta dalle cose che ho sentito sia dall’ambasciata sia dagli investigatori italiani che stano cominciando a lavorare con le autorità egiziane – ha detto Gentiloni – siamo lontani dal dire che questi arresti abbiano risolto o chiarito cosa sia successo.

Sono state rilasciate le due persone fermate nell’ambito delle indagini, come riferiscono fonti della sicurezza al Cairo limitandosi a sottolineare che si trattava di “sospetti” nei confronti dei quali non è stata formalizzata alcuna accusa che giustificasse un arresto.

Il rapporto medico-legale egiziano, invece, “sarà completato in dieci giorni”. Un rapporto preliminare è stato già rivelato da media locali: si parla di “contusioni su tutto il corpo, un taglio all’orecchio” (vengono utilizzati termini che lasciano intendere un pezzo di padiglione auricolare mancante), “tracce di sevizie, un’emorragia interna e una frattura del cranio che ha causato l’emorragia interna provocando la morte”.

Sulla morte di Giulio Regeni “abbiamo un solo obiettivo: la verità. Stanno partendo squadre di investigatori italiani per collaborare con la polizia egiziana e sono convinto che al Sisi non si sottrarrà alla collaborazione e che i buoni rapporti con l’Egitto siano un fluidificante che aiutino nella ricerca della verità”, ha detto Alfano. “Tutte le procedure saranno attivate – ha aggiunto Gentiloni – perché la giustizia sia severa con i responsabili”.

Il cadavere di Giulio Regeni è stato trovato in un fosso della periferia della capitale egiziana. Sul corpo segni di bruciature di sigaretta, tortura, ferite da coltello e segni di una “morte lenta”. Il direttore dell’Amministrazione generale delle indagini di Giza aveva detto che “le indagini preliminari parlano di un incidente stradale e ha smentito che Regeni “sia stato raggiunto da colpi di arma da fuoco o sia stato accoltellato”. L’Italia chiede “verità”. Il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi ha telefonato al premier Matteo Renzi, riferendogli di aver ordinato di “perseguire ogni sforzo per togliere ogni ambiguità” e “svelare tutte le circostanze” della morte di Giulio Regeni, un caso al quale “le autorità egiziane attribuiscono un’estrema importanza”.

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