IN SVEZIA, FINLANDIA E NORVEGIA SI FESTEGGIA LA GIORNATA NAZIONALE DEI SAMI

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Il 6 febbraio ricorre la giornata dei Sami, giorno in cui si tenne il primo congresso nazionale nel 1917 in Norvegia. Meglio conosciuti come Lapponi, si tratta di un popolo di cui non si risale ad un’origine certa, né si dispone di un censimento preciso, che abita un’area molto vasta che comprende quattro nazioni: Svezia, Norvegia, Finlandia e la penisola di Kola in Russia. Vi sono tre parlamenti Sami rispettivamente in Finlandia, Svezia e Norvegia, quest’ultima ne vanta la maggiore incidenza numerica.

Nel 1996 l’Unesco ha dichiarato buona parte del territorio occupato dalla popolazione patrimonio dell’umanità, sebbene non faccia riferimento ad uno Stato nazione, ha una cultura comune caratterizzata principalmente dalla lingua comune, composta da varianti del ceppo ungaro-finnico, e da una forma di religiosità sciamanica.

Sentiamo spesso parlare di erosione del concetto di Stato nazione, soprattutto a seguito del fenomeno migratorio, di fatti gli Stati nazionali sono sempre più spesso abitati da comunità culturali eterogenee che non condividono valori, religioni, spesso neppure la lingua e che fanno sentire minacciati gli abitanti “storici” del Paese.

I Sami sembrano sfidare lo Stato nazione dal punto di vista opposto: non possiedono un territorio geografico comune, ma possiedono un ethos che trascende i confini territoriali, che li fa sfuggire a tentati processi di assimilazione, ciò a dimostrare che sono la cultura e la storia a fare un popolo.

La storia di questo popolo può dunque essere letta in chiave positiva: non vi è differenza o avversità che possa minacciare una cultura, il sentimento di appartenenza neppure collegato ad un territorio specifico, è sufficiente a preservare un’identità. Niente paura dunque, neppure per gli Stati che si sentono attualmente vittime di un’aggressione culturale: nulla ci può essere tolto, a patto che si mantenga un forte senso della propria cultura.

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