IL VIRUS ZIKA COLPISCE ANCHE L’ITALIA: 4 CASI IN VENETO La Regione ha comunicato che non c'è "nessun allarme"

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Dopo la notizia di quello che doveva essere il primo caso da contagio del virus Zika in Europa, le autorità italiane hanno informato che anche il Bel Paese è stato colpito dall’infezione. Infatti in Veneto, cinque persone sono risultate positive al virus, ma secondo la regione non c’è nessun allarme. Lo rende noto l’assessore alla Sanità, Luca Coletto, che in precedenza aveva dato conto dei tre casi fin qui registrati dall’inizio dell’anno. Il quarto paziente è stato confermato dalle analisi eseguite dal laboratorio di riferimento di Padova. Si tratta di una persona italiana, tornata da un viaggio nella Repubblica Dominicana, curata all’Ospedale civile di Venezia. Le sue condizioni sono buone. “La comparsa di qualche caso – afferma Coletto – non deve destare alcuna preoccupazione, sia perché sinora si tratta di persone tutte appena rientrate da zone a rischio, sia perché abbiamo la dimostrazione che la macchina dei controlli e delle cure funziona”.

Nel frattempo dal Brasile arriva un nuovo allarme sulle forme di trasmissione del virus Zika: la fondazione Fiocruz (vincolata al ministero della Sanità) ha scoperto che anche saliva e urina possono contenere “tracce di virus attivo”, ovvero con potenziale di infezione. “Non possiamo ancora affermare che il rischio di contaminazione via saliva o urina non esista, il nostro consiglio è che almeno le donne incinte evitino luoghi molto affollati”, ha detto il presidente della Fiocruz, Paulo Gadelha.

E in Florida si allarga a cinque contee l’emergenza Zika: ad annunciarlo lo stesso governatore dello Stato del sole, Rick Scott, precisando che tutti i pazienti sono stati infettati in viaggi all’estero nei Paesi a rischio. Il totale dei casi è ora 12 in Florida e la preoccupazione sale, in quanto le zanzare portatrici del virus sono ben presenti nello Stato, grazie al clima locale, caldo umido. Le contee sotto stato di emergenza sono: Broward, Miami-Dade, Hillsborough, Lee e Santa Rosa. “Stiamo facendo tutto il possibile: ci prepariamo per il peggio, sperando nel meglio”, ha ha detto Scott. Il governatore ha chiesto l’aiuto dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc), sollecitando l’invio urgente di almeno 1.000 test per la diagnosi del virus, in modo da poter sottoporre all’analisi almeno le donne incinte. E chiedendo al governo altri 4.000 test per poter nel caso individuare tempestivamente ampli focolai dell’infezione.

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