LA GIOIA NASCOSTA DI PADRE PIO

1890
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padre pio

A San Giovanni Rotondo il vento soffia tra gli ulivi piantati sul piazzale antistante il grande santuario. Anche se le spoglie mortali di Padre Pio, al momento, non sono più custodite all’interno della cripta, i pellegrini continuano a visitare i luoghi dove l’umile cappuccino di Pietralcina visse per molti anni. Si respira la stessa atmosfera di sempre, ma manca qualcosa. Non si vedono molte tonache svolazzare. Sono pochi i frati rimasti nella basilica progettata da Renzo Piano, il minimo indispensabile per le celebrazioni dei sacri uffici. Il grosso del convento è a Roma, assieme alle reliquie del santo che da anni venerano e proteggono.

Nella Capitale, migliaia di fedeli hanno affollato la basilica di San Lorenzo al Verano per rendere omaggio al “santo della misericordia”. Ad accogliere i pellegrini, i cappuccini di San Giovanni Rotondo. Tra di loro vi è anche padre Marciano Morra, l’ultimo dei frati ancora in vita che con il santo di Pietralcina ha vissuto. Mette in risalto una caratteristica di Padre Pio che in pochi conoscono: la gioia. “Era un uomo sofferente, e chi soffre non ha voglia di ridere. Lui non poteva camminare per via delle piaghe (stigmate), o delle febbri altissime. E questi sono solo i dolori fisici. Le confessioni erano un tormento. Sentiva in continuazione: ‘Ho bestemmiato la Madonna’. Si sentiva offeso, colpito al cuore. Senza parlare delle calunnie. Nonostante questo, quando era con noi del convento, o con gli amici, era l’uomo della gioia”.

Frate Marciano ricorda un siparietto che avvenne nei corridoi del convento. Un pittore attendeva il santo con in mano una tela dove ne aveva raffigurato il volto. “Era un disegno non riuscito, brutto. Lui chiede: ‘Chi è questo?’ Il pittore risponde: ‘Padre, è lei. Vorrei che lo firmasse e che mi scrivesse una dedica’. Il santo chiede una penna e scrive: ‘Non abbiate paura, sono io: Padre Pio’. Aveva sempre la battuta pronta! Raccontava anche delle barzellette, come quella del contadino che non aveva mai viaggiato e doveva prendere il treno. Questo va alla stazione e chiede il biglietto al ferroviere, il quale gli dice: ‘Se devi andare e tornare in giornata ti conviene fare quello di andate e ritorno così risparmi’. Il contadino accetta e sale sul treno, che all’epoca andavano ancora a carbone. Era una bella. Quando il mezzo entra in galleria la luce scompare e il fumo entra nel vagone. L’uomo, impaurito, urla e chiede: ‘Ma dove siamo?’ Un passeggero gli risponde: ‘All’inferno!’ E il contadino: ‘Meno male che ho fatto il biglietto di andata e ritorno!’ Questo era Padre Pio. Un santo della gioia”.

Tutti conoscono, invece, il suo carattere brusco quando confessava. “Molte volte alzava la voce e rimproverava – ricorda padre Marciano –. E perché? E’ l’immagine del papà di famiglia. Chi dei figli fa in modo che questi si comportino bene, dà buoni insegnamenti … Ma se il figlio cambia strada, il padre deve intervenire, deve richiamarlo sulla retta via. Se questo non lo fa, non è un papà buono. Padre Pio era un papà buono, che quando si trovava di fronte a un penitente che faceva l’accusa dei peccati ma non aveva nessuna intenzione di cambiare strada, di cambiare vita, alzava la voce e lo rimproverava!” Uno schiaffo a chi ha sempre additato il cappuccino come un moralista che rimproverava il prossimo.

La traslazione delle reliquie a Roma ha creato un nuovo fascino attorno alla figura del frate. Ma per i confratelli di Padre Pio, questo ha un altro significato: “Facilmente uno viene preso dal movimento, dall’organizzazione… Questo, a noi frati ci deve far riflettere. Siamo chiamati a battere la sua strada, quella che lui ci ha aperto; noi siamo frati del popolo. Dobbiamo pregare, perché senza preghiera non si fa niente”

Fa riflettere anche il filo rosso che collega Papa Francesco a Padre Pio. Entrambi portano il nome del poverello di Assisi (al secolo, infatti, il cappuccino delle stigmate si chiamava Francesco Forgione), entrambi sono “missionari” della misericordia, ed entrambi ammonivano i peccatori. “Questo è bellissimo – prosegue padre Marciano -. Possiamo dire che il Papa sta interpretando molto Francesco d’Assisi, ma nel campo della guida del popolo prende anche da Padre Pio perché è moderno. Papa Francesco è moderno, ed quindi è una realtà quasi simile. E’ d’aiuto anche a Papa Francesco, non solo con l’intercessione dal cielo, ma anche con la sua testimonianza di vita”.

Padre Pio incarna l’insegnamento di San Paolo quando, nella lettera ai Galati, scrive: “Per me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo” (Gal 6, 14). Il cappuccino al vertice della sua vita “pose la Croce del suo Signore come sua forza, sua sapienza e sua gloria”. Bruciava d’amore per Cristo, e in tutto si conformò a Lui. I tesori che Dio gli aveva concesso, li donò al prossimo, servendo gli uomini e le donne che a lui accorrevano sempre più numerosi, generando una immensa moltitudine di figli e figlie spirituali che proseguono la sua missione in tutto il mondo.

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