SPAGNA, RE FELIPE SI AFFIDA AI SOCIALISTI: A SANCHEZ IL MANDATO DI FORMARE IL GOVERNO Lo scenario politico spagnolo comunque resta pressoché invariato: per governare il Psoe ha bisogno dell'appoggio di Podemos

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Potrebbe essere finalmente giunta al suo epilogo finale l’impasse elettorale che in questi mesi ha tormentato la Spagna. Dopo un secondo giro di consultazioni, infatti, re Felipe VI ha deciso di conferire al leader socialista Pedro Sanchez l’incarico di formare un governo entro due mesi, pena il ritorno alle urne. Sanchez ha comunque comunicato che ci vorrà almeno un mese prima di potersi presentare in Parlamento per la fiducia al suo esecutivo. In questo periodo il leader dei socialisti dovrà cercare di risolvere il “rompicapo” politico che dopo le elezioni ha tenuto sotto scacco la Spagna. La “mission impossible” che lo attende, è quella di ricercare un negoziato per strappare consensi anche – ma forse soprattutto – nel suo stesso partito, il Psoe.

Lo scenario politico spagnolo comunque resta pressoché invariato: per governare il Psoe ha bisogno dell’appoggio di Podemos. Ma la prospettiva non ha per nulla entusiasmato quella frangia del partito guidata da Susana Diaz, ex governatore dell’Andalusia, contraria all’alleanza con il partito di Pablo Iglesias. La socialista è infatti fermamente contraria a qualsiasi ipotesi di indipendenza della Catalogna, che invece Iglesias approva.

Dall’altra parte, il premier uscente Mariano Rajoy non sta molto meglio: dopo il rifiuto del 22 gennaio è improbabile che venga richiamato da Felipe VI anche dopo un eventuale fallimento di Sanchez, che aprirebbe verosimilmente la strada a nuove elezioni: elezioni in cui il Pp potrebbe anche decidere di cambiare candidato, visti i perduranti scandali di corruzione in cui si trova invischiato il partito.

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