GEORGIA: GIUSTIZIATO DETENUTO DI 72 ANNI I sostenitori della pena di morte hanno citato il caso di Jones come un esempio di "doppia punizione": passare molti anni nel braccio della morte, in isolamento senza altre prospettive di vita se non la morte

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Il boia è tornato a colpire in Georgia. Questa volta sotto la sua “scure” è finito un detenuto che fra pochi giorni avrebbe festeggiato il suo 73esimo compleanno. Brandon Jones, il più anziano nel braccio della morte statunitense, ha ricevuto un’iniezione legale nella prigione di Jackson. Il detenuto, di origini afroamericane ha passato dietro le sbarre più di 36 anni per l’omicidio, nel 1979, di un commesso bianco di un minimarket.

I suoi legali avevano presentato una serie di ricorsi dell’ultimo minuto per cercare di bloccare l’esecuzione, che sono stati tutti puntualmente respinti, anche dalla Corte Suprema. I sostenitori della pena di morte hanno citato il caso di Jones come un esempio di “doppia punizione”: passare molti anni nel braccio della morte, in isolamento senza altre prospettive di vita se non la morte.

Come sottolineato dal Death Penalty Information Center, il caso di Jones “solleva questioni di proporzionalità e di applicazione discriminatoria della pena di morte. Egli e il coimputato Von Solomon, entrambi afroamericani, erano stati stati condannati a morte per aver ucciso il commesso bianco del minimarket di una stazione di servizio durante una rapina. Jones ha sempre negato di aver sparato al commesso e la procura non ha mai determinato chi fosse stato a sparare”.

Oggi, sono 75 gli uomini che si trovano nel braccio della morte in Georgia, che nel 2015 ha sospeso le esecuzioni per alcuni mesi a causa delle polemiche sui farmaci usati per l’iniezione letale. Lo scorso anno negli usa sono state giustiziate 28 persone, il numero più basso dal 1991.

 

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