ALLARME PROFUGHI IN GIORDANIA, RE ABDULLAH: “SIAMO AL PUNTO DI EBOLLIZIONE” Il sovrano nel corso di un'intervista alla Bbc: "Troppi migranti dalla Siria, presto o tardi la diga cederà"

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La Giordania sta raggiungendo il “punto di ebollizione” a causa del flusso costante di migranti proveniente dalla Siria. A lanciare l’allarme è stato il re Abdullah nel corso di un’intervista rilasciata alla Bbc a due giorni dalla quarta conferenza dei Paesi donatori della Siria in programma a Londra.

Il sovrano ha sottolineato che i servizi sociali, le infrastrutture e l’economia del regno hashemita sono sotto “enorme pressione” a causa dell’emergenza rifugiati. “Presto o tardi la diga cederà”, ha affermato Abdullah, secondo cui la comunità internazionale deve concedere più aiuti ad Amman se vuole che il Paese continui ad occuparsi della questione. “Per la prima volta non possiamo fare di più”, ha dichiarato Abdullah.

Nel corso dell’intervista, il re ha evidenziato che per affrontare l’emergenza la Giordania spende circa il 25% del suo budget. “Penso che la psiche del popolo giordano sia giunta al punto di ebollizione”, ha evidenziati, sottolineando che le spese per i rifugiati si ripercuotono negativamente sui servizi per la popolazione locale.

Riguardo il flusso di rifugiati in arrivo in Europa, Abdullah ha affermato che se i Paesi europei “non aiutano la Giordania, sarà più difficile per loro affrontare la crisi”, suggerendo che il regno potrebbe non essere in grado di ospitare altri siriani.

La Giordania ospita 635mila dei 4,6 milioni di siriani registrati come rifugiati dalle Nazioni Unite. Secondo Amman, tuttavia, in realtà sono oltre un milione i siriani che vivono nel regno, compresi quelli arrivati ​​prima della rivolta scoppiata nel 2011. L’Onu ha chiesto ai Paesi donatori 7,7 miliardi di dollari per i profughi siriani, ma l’anno scorso ne ha ricevuti solo 2,9, poco più del 40% del necessario.

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