MINATORI CINESI ESTRATTI VIVI DOPO UN MESE La cava crollò il giorno di Natale; di 13 persone non si conoscono ancora le sorti

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In Cina due minatori sono stati estratti vivi da una cava di gesso dopo che per 36 giorni sono rimasti intrappolati sotto le macerie. Altri due sopravvissuti dovrebbero essere riportati in superficie nelle prossime ore. I soccorritori hanno riportato gli uomini in superficie all’interno di una capsula. La televisione di stato ha trasmesso in diretta le immagini dei minatori che riemergono dalle viscere della terra e vengono portati d’urgenza in ospedale.

La miniera era collassata la mattina del 25 dicembre a Pingyi, una città della regione orientale dello Shandong. Il crollo fu così violento che la scossa è stata registrata dai sismografi. Ben 29 lavoratori erano rimasti intrappolati: di questi 11 erano riusciti a risalire in superficie subito dopo il crollo, mentre uno è deceduto. Di 13 uomini ancora non si conoscono le sorti. Per più di un mese i soccorritori hanno trivellato l’area, cercando di passare ai minatori acqua e vivande che gli permettessero di sopravvivere il più a lungo possibile.

I media locali hanno riportato che diversi dirigenti della Yurong, l’azienda che gestiva la miniera in questione, sono stati consegnati alla giustizia per la mancanza di misure minime di sicurezza. Il proprietario, Ma Congbo, si sarebbe annegato in un pozzo della stessa miniera qualche giorno dopo l’incidente. La Cina ha una lunga lista di incidenti sul lavoro che hanno portato la morte di decine di lavoratori. Le misure di sicurezza, anche se ancora insufficienti, sono aumentate negli ultimi anni.

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