SIRIA: L’OPPOSIZIONE BOICOTTA ANCORA I COLLOQUI DI GINEVRA Rischio slittamento per la prima giornata di negoziati. Il fronte anti Assad chiede di avere accesso agli aiuti

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siriano oppositore

Rischia di slittare nuovamente la prima giornata di colloqui di pace di Ginevra, mediati dall’Onu, per porre fine alla guerra in Siria per l’assenza dei membri dell’opposizione. La coalizione che raccoglie la maggior parte dei gruppi dell’opposizione siriana, infatti, ha annunciato che non parteciperà ai colloqui con il governo di Damasco in programma oggi nella città svizzera. Lo ha dichiarato ieri all’emittente araba “Arabiya Hadath” uno dei membri dell’Alto comitato negoziale dell’opposizione (costituito a metà dicembre dopo la riunione a Riad delle principali componenti dell’opposizione politica e armata delle fazioni siriane), George Sabra. “Confermiamo che non parteciperemo ai colloqui di Ginevra”, ha dichiarato il leader ribelle.

Riad Hijab, coordinatore dell’Alto comitato negoziale dell’opposizione, ha spiegato che l’accesso agli aiuti è una precondizione essenziale per avviare i colloqui. “Non saremo a Ginevra. Non vogliamo entrare nella stanza dei negoziati se le nostre richieste non saranno soddisfatte”, ha detto Hijab all’emittente televisiva “al Arabiya”. La notizia di un probabile fallimento dei dialoghi era già stata ventilata da giorni dagli analisti e da fonti diplomatiche. La “linea dura” tenuta dalla coalizione appoggiata dai sauditi ha spinto l’inviato Onu per la Siria, Staffan de Mistura, a trasformare quelli che inizialmente erano stati come veri e propri negoziati in una sessione di “dialoghi indiretti”. Un portavoce per i colloqui delle Nazioni Unite, Khawla Mattar, ha comunque dichiarato che non è previsto alcun rinvio.

Da parte sua, il presidente francese Francois Hollande ha chiesto di avviare i negoziati quanto prima. “Abbiamo urgente bisogno di attuare le misure umanitarie e di negoziare una transizione politica”, ha detto ieri il capo dello Stato francese e in una conferenza stampa congiunta con l’omologo iraniano, Hassan Rouhani. Gli Stati Uniti, pur esprimendo comprensione per le richieste dei ribelli, hanno esortato l’opposizione siriana a prendere parte ai colloqui. Il viceministro degli Esteri russo, Gennadij Gatilov, ha invece ribadito l’opposizione di Mosca alla partecipazione alle consultazioni intersiriane dei rappresentanti dei gruppi Jaish al Islam e Ahrar al Sham, entrambi considerati gruppi terroristici sia dalla Russia che dall’Iran.

La presenza di elementi estremisti islamici all’interno della coalizione ha suscitato molte critiche da parte di Iran, Russia, ma anche da parte dei curdi, che nelle scorse settimane hanno rigettato la proposta di essere rappresentati da una delegazione formata da elementi molto vicini all’ideologia jihadista. Tuttavia la richiesta di una rappresentanza curda è stata criticata dalla Turchia che considera il Partito dell’Unione democratica dei popoli (Pyd) un gruppo terroristico vicino al Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk). L’esclusione dei curdi siriani dai colloqui ha spinto i leader a minacciare di non riconoscere i risultati e le eventuali disposizioni degli incontri. La Russia, peraltro, si è opposta all’esclusione dei curdi siriani dai lavori del gruppo di sostegno alla Siria, dopo il notevole contributo che questi hanno apportato sul campo di battaglia nella lotta allo Stato islamico.

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