EGITTO: BOMBA CONTRO UN CONVOGLIO DELLA POLIZIA, 2 AGENTI MORTI L'attacco, avvenuto nel Sinai settentrionale, è stato rivendicato dalla costola locale del Califfato

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Due agenti di polizia sono morti a seguito dell’esplosione che ha coinvolto il veicolo su cui viaggiavano nella città egiziana di Arish, nel Sinai settentrionale. L’attentato è stato rivendicato dallo Stato del Sinai, costola egiziana dell’Isis. Da quanto si apprende l’ordigno era stato collocato dai terroristi nei pressi di una scuola elementare. L’aumento delle attività dei gruppi armati di matrice jihadista nel Sinai settentrionale è iniziato in seguito alla deposizione del presidente egiziano Mohamed Morsi, affiliato ai Fratelli Musulmani, nel luglio 2013, che ha reso la penisola del Sinai teatro di numerosi attacchi. Uno degli episodi più gravi è avvenuto lo scorso primo luglio, quando i terroristi hanno condotto 22 attacchi simultanei contro postazioni di esercito e polizia, uccidendo 21 fra militari e agenti delle forze di sicurezza.

Lo Stato del Sinai ha rivendicato inoltre l’abbattimento dell’aereo della compagnia russa Metrojet decollato dalla località di Sharm el Sheikh e precipitato nel Sinai settentrionale con 224 persone a bordo lo scorso 31 ottobre. Dopo l’alleanza con i gruppi salafiti jihadisti, lo Stato del Sinai ha giurato fedeltà allo Stato islamico (Is) ed all’autoproclamato califfo Abu Bakr al Baghdadi. Inizialmente il gruppo era noto per pianificare e compiere attacchi contro obiettivi ed interessi israeliani ma dopo la caduta di Mohamed Morsi ha indirizzato i propri attacchi contro le forze di sicurezza egiziane.

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