FAMILY PRIDE

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Il disegno di legge Cirinnà rappresenta “uno stravolgimento” antropologico, culturale e giuridico e una “gravissima forzatura” legislativa, che solleva “grandi preoccupazioni”. È quanto hanno affermato in coro tutti i relatori all’incontro sul tema “La famiglia è una. I diritti sono per tutti”, promosso ieri, giovedi 28 gennaio, a Roma, in San Salvatore in Lauro, dall’Associazione per la formazione alla democrazia, solidarietà e responsabilità “Italia Più”, insieme al quotidiano In Terris, moderato dalla giornalista Rai Maria Antonietta Spadorcia. La sala, da oltre trecento posti, era gremita, nonostante il vuoto mediatico di informazione, per soffocare le voci contrarie ad una legge che si vuole far passare a tutti i costi. Il costo, è la pace sociale. La gente è interessata al tema della famiglia e partecipa attivamente al confronto pubblico intorno al ddl Cirinnà, la cui discussione al Senato è slittata al prossimo martedi 2 febbraio.

Bisogna andare oltre le battute, le battutine, le battutacce e i tweet, su questi temi fondamentali. Bisogna incontrarsi e riflettere insieme, senza contrapposizioni. Amiamo la famiglia e non abbiamo timore di manifestarlo”, ha affermato in introduzione don Aldo Buonaiuto, direttore responsabile di In Terris, discepolo di don Oreste Benzi, sacerdote esorcista. Il valore della famiglia naturale è assoluto e non va banalizzato. “Distruggere la famiglia vuol dire distruggere l’umanità”. E c’è l’azione del maligno in questo attacco alla famiglia. “C’è sempre stato il perfido tentatore, divisore dell’unità familiare, l’avversario di Dio e della vita, che cerca di spezzettare l’uomo e renderlo debole”. Il “serpente antico” vuole distruggere l’umanità, a partire dai più piccoli, “togliendo loro ciò che c’è di più sacro: l’abbraccio caldo della mamma e del papà”.  Questo tentativo di introdurre per legge il matrimonio egualitario, anche se con un altro nome, avviene – si dice – per “accodarci ai Paesi civili”. Ma “chi dice che siano più civili? L’Italia potrebbe invece essere un modello vincente, nella difesa della famiglia naturale, una minoranza vincente, che non si accoda al branco di pecore, ma rappresenta un caso unico, che fa la storia”. E non sarebbe certo sola. Oltre 160 Paesi al mondo difendono il matrimonio tra uomo e donna.

Per Raffaele Bonanni, presidente di Italia Più,c’è un deficit di discussione pacata, ragionata, sull’argomento, e c’è tanta confusione, un conformismo imperante che è frutto del disimpegno”. Proprio in un tempo in cui “dopo sette anni di una terribile crisi economica, la famiglia oggi più che mai ha bisogno di cure, perché è stata il solo vero ammortizzatore sociale”. E “dopo cento anni, per la prima volta registriamo in Italia un calo demografico”. Invece, non ci sono politiche a sostegno della famiglia e “su un tema così delicato e sensibile, come le unioni civili, si interviene con una arroganza gravissima”, che “serve a distogliere l’attenzione dai problemi reali e dalle incapacità del governo”.

L’on. Giuseppe Fioroni, già ministro dell’Istruzione,  ha posto il focus su alcuni punti cardine. “Uno Stato laico decide dopo avere ascoltato tutti”, ma “è fragile se per sentirsi libero e autonomo ha bisogno di una Chiesa che stia in silenzio”. La Chiesa ha il diritto di esprimersi in libertà e autonomia sui temi etici, e il confronto si prospetta serrato. “Oggi sulle unioni civili, domani sull’eutanasia e sull’eugenetica”. Temi di bioetica, sui quali “non si può fare campagna elettorale”. E “non dovrebbero decidere pochi parlamentari per milioni di cittadini”: servirebbe “un referendum di indirizzo”. “I diritti civili delle coppie omosessuali andrebbero scritti e non affermati con rimandi al diritto civile matrimoniale”. Quanto, poi, all’utero in affitto, per il parlamentare è un “crimine contro l’umanità”, perché si nega a un bambino il diritto alla madre naturale”.

Il presidente emerito della Corte Costituzionale Cesare Mirabelli ha ricordato che, per l’art. 29 della Costituzione, la famiglia è una società naturale fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, e “questa linea è stata confermata dai pronunciamenti della Corte Costituzionale e nella Convenzione dei diritti dell’uomo”, che chiede che le unioni omosessuali siano disciplinate, ma “non omologandole al matrimonio, perché non c’è consenso sufficiente su questo punto”. Il ddl Cirinnà, invece, fa un rimando esplicito a tutti gli articoli del Codice civile che riguardano il matrimonio. Si tratta di “una evidente forzatura, che stravolge il nostro assetto sul piano antropologico e culturale, ma anche giuridico”. Anche perché la discussione del disegno di legge avrebbe dovuto svolgersi in Commissione Giustizia e non direttamente in aula. “È un vulnus democratico”. Ma, “non bisogna arrendersi al pensiero unico”, ma esprimere la propria opinione e la “seria preoccupazione per la ferita che si apre nel nostro sistema civile”.

L’avvocato Maria Elisabetta Casellati, membro laico del Csm, ha dichiarato che “siamo in un passaggio epocale per la nostra società”. La giurista ha ribadito che “le unioni solidali non sono famiglie”, e il problema del loro riconoscimento lo stiamo affrontando “tardi e male”, nel “peggior modo di legiferare”, volendo “questa legge ad ogni costo”. Questa proposta legislativa “ha pesanti carichi sociali, culturali e giuridici”, è politicamente divisiva, socialmente inopportuna e incostituzionale. “La famiglia è una e non è un modello estensibile”. Invece, “si stanno realizzando forzature inaccettabili per adattare questo modello ad altre unioni assolutamente diverse”.  “Non è questione di migliore o peggiore, ma di innegabile differenza”, ha continuato la giurista. E “nel mettere insieme cose diverse, ciascuna perde la propria identità”.

“Chiediamo ai politici di occuparsi delle famiglie reali, con i loro problemi e le loro sofferenze”, ha detto Giovanni Paolo Ramonda, presidente dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII. Oggi, “abbiamo genitori che spesso sono eterni adolescenti. Nascono pochi bambini, mancano i fratelli”.  Ed è quantomai necessaria “la presenza complementare della figura materna femminile e della figura paterna maschile”. Infatti, “studi scientifici dimostrano come i bambini cresciuti senza questa doppia presenza sono più esposti al disagio sociale e a condotte devianti”.

“Il ddl Cirinnà non piace a nessuno”, questo è certo. Così ha esordito nel suo intervento il presidente del Forum delle Associazioni Familiari Gigi De Palo, che ha però posto l’attenzione sulla necessità di “raccontare la bellezza della famiglia”, che “è contagiosa e riguarda tutti”. Ma, servono politiche in sostegno delle famiglie. “Siamo un Paese nel quale conviene separarsi, per salire nelle graduatorie degli asili e avere sgravi fiscali”. Mentre le famiglie reali, circa 15milioni, soffrono le difficoltà del quotidiano, “il Paese si è fermato per circa 2mila coppie omosessuali”. “Questa legge non si occupa della realtà delle famiglie concrete, ma di quelle virtuali”.

Papa Francesco ha sottolineatoil totalitarismo ideologico di chi vuole equiparare le unioni omosessuali al matrimonio”. Lo ha ricordato il coordinatore nazionale del Rinnovamento dello Spirito Mario Landi. “Tutti siamo figli, nati da un uomo e una donna”. E “c’è una responsabilità della famiglia, che non può essere negata, e un’etica della responsabilità sociale e civile”.

Per la vicepresidente dell’Azione Cattolica Italiana Maria Grazia Vergari, è importante “passare dalla difesa alla proposta della famiglia”, che “deve vivere un nuovo protagonismo sociale e politico, anche nella Chiesa”.

È in atto “un vero e proprio stravolgimento”, antropologico e sociale. “Si vogliono istituzionalizzare nuovi modelli di famiglia, bypassando un concetto millenario di matrimonio, confermato dalla giurisprudenza” e “in aperto contrasto con il dettato costituzionale”. È quanto ha evidenziato Paolo Maria Floris, vicepresidente di Identità Cristiana, del Comitato “Difendiamo i nostri bambini”.

Il capogruppo di Democrazia solidale on. Lorenzo Dellai, nel confermare la sua partecipazione al Family Day, il prossimo 30 gennaio, ha annunciato di avere presentato un altro disegno di legge per il riconoscimento dei diritti civili alle coppie omosessuali, senza equipararle alla famiglia fondata sul matrimonio. E ha aggiunto che “è bene scendere in piazza, ma l’azione politica va fatta alla Camera e al Senato, con proposte concrete su valori condivisi”.

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