QUANDO I RICCHI SI ACCORGONO DEI POVERI

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bambino nigeria

In Africa la fame uccide. Nei Paesi in via di sviluppo è fatale quanto le tre più pericolose malattie infettive al mondo messe insieme – aids, malaria e tubercolosi – e colpisce 232,5 milioni di persone, considerando la sola Africa. Per malnutrizione, però, non si intende la semplice scarsità di cibo: essere malnutriti vuol dire non assumere abbastanza micronutrienti, zuccheri, proteine. È una condizione che porta l’individuo a una lenta agonia e in molti casi alla morte. Un bambino, per esempio, avrà uno sviluppo ritardato, fisico e mentale. Si ammalerà frequentemente e, con molta probabilità, morirà per una polmonite o un’infezione intestinale nei suoi primi anni di vita. Malattie che in occidente si curano con antibiotici e qualche giorno a letto.

In un contesto del genere, quello che serve è un vero schiaffo alle coscienze dei potenti del mondo. Da anni si organizzano conferenze, tavole rotonde, incontri tra politici, durante i quali si cercano – giustamente – soluzioni politiche ed economiche. Ma dopo i bei discorsi, le foto sorridenti, le grandi promesse, che cosa accade? Se non sono i governi a occuparsi di certe questioni, chi si preoccupa dei milioni di poveri che muoiono di fame? Sembra che l’Africa, oggi, sopravviva solo grazie alla bontà di pochi privati che decidono di donare il loro tempo e i loro soldi a chi è meno fortunato.

Due importanti personaggi, infatti, si sono uniti e hanno dato vita a un progetto benefico di enorme portata. Sono Bill Gates, creatore della Microsoft, nonché uomo più facoltoso degli Stati Uniti, e Aliko Dangote, considerato da Forbes il businessman più ricco dell’Africa. Il primo, con la sua fondazione Bill&Melinda Gates, da anni lotta per sconfiggere le terribili malattie che colpiscono i Paesi in via di sviluppo. Il secondo, è famoso in Africa per essere un uomo d’affari con un fiuto infallibile per i soldi e per essere il presidente della Fondazione Dangote, con la quale ha distribuito 100 milioni di dollari per cause benefiche.

I due milionari hanno già lavorato insieme e sono riusciti a debellare la poliomielite in Nigeria. Ora, però, hanno un obiettivo ancora più ambizioso: salvare 5 milioni di famiglie dalla fame e dalla povertà entro il 2020. Ci proveranno con un programma di investimenti di 100 milioni di dollari con il quale prevedono non solo di sconfiggere la malnutrizione, ma anche di estirparne le cause, rendendo economicamente autonome le persone – in particolare le donne – attraverso finanziamenti, programmi educativi e incentivi di vario genere.

Bill Gates, da ottimo uomo di affari, vede in questo progetto qualcosa di più grande di una semplice opera di bene. Sa che la crescita della Nigeria sarà possibile solo se le nuove generazioni saranno in grado di crescere in modo corretto, per poi studiare e lavorare. “L’alimentazione è l’investimento migliore che possiamo fare il benessere della Nigeria. Dobbiamo fare in modo che i bambini non muoiano più di fame, ma soprattutto dobbiamo garantire loro gli strumenti per non avere mai più fame nella loro vita!”.

“È arrivato il momento di agire! – aggiunge Dangote – dobbiamo eliminare la malnutrizione in Nigeria”. Lui, che da bambino comprava al mercato caramelle e dolcetti per poi rivenderli davanti scuola a un prezzo doppio, non si arrende davanti a un destino così negativo per il suo Paese, non può accettare di vedere così tanti bambini morire e i giovani senza nessuna prospettiva. Dopotutto, è solo questione di fortuna nascere in Africa, in Europa o in America. Quei bambini che ci sembrano così lontani, in realtà sono più vicini di quello che immaginiamo. I loro occhi tristi ci chiedono di agire, ma noi ci limitiamo a indignarci, mentre mangiamo insoddisfatti il nostro minestrone davanti al televisore.

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