PROTESTE IN TUNISIA: 134 FERMI PER GLI SCONTRI AD ARIANA E MANOUBA Proseguono le manifestazioni in tutto il Paese. In 34 hanno violato il coprifuoco e sono stati arrestati

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Centotrentaquattro persone sono state fermate dalla polizia tunisina per le violenze commesse durante le manifestazioni contro il governo andate in scena nelle province di Ariana e Manouba. Secondo quanto riporta l’emittente radiofonica “Mosaique Fm”, in 116 sono stati arrestati in seguito a perquisizioni e rastrellamenti con l’accusa di furto e possesso di stupefacenti, mentre altre 34 sono state fermate per aver violato il coprifuoco notturno tra il 22 e il 25 gennaio imposto dal governo dopo le manifestazioni dei giorni scorsi. a Tunisia è da alcuni giorni teatro di accese manifestazioni di piazza che hanno portato a scontri tra manifestanti e forze di polizia. Secondo le ultime stime un centinaio di persone sono rimaste ferite negli scontri.

A Kasserine da domenica 17 gennaio si sono verificati quasi quotidianamente tafferugli con le forze di polizia, dove un gruppo di giovani ha attaccato la sede del governatorato e ha bruciato pneumatici su strade pubbliche. Martedì 19 gennaio gli scontri si sono intensificati quando i manifestanti hanno lanciato pietre e la polizia ha risposto con gas lacrimogeni. Dopo questi fatti il ministero dell’Interno ha dichiarato nella zona il coprifuoco che in seguito è stato esteso a tutto il paese. Nuovi disordini si sono verificati mercoledì 20 gennaio dopo che i manifestanti hanno forzato la porta esterna della sede del governatorato e sono entrati nel cortile interno.

L’esercito nazionale ha impedito loro di entrare nei locali del palazzo. Negli scontri sono rimaste ferite 23 persone, 20 civili e tre membri delle forze di sicurezza, secondo quanto riferito dal direttore generale della Sanità a Kasserine. Gli scontri si sono allargati anche a Feriana e Thala, sempre nel governatorato di Kasserine. A Beja, nella parte settentrionale del paese, molti lavoratori occasionali hanno manifestato davanti alla sede del governatorato per chiedere la regolarizzazione della loro situazione lavorativa. Ad el Faha, 60 chilometri a sud ovest di Tunisi, i cittadini sono scesi in strada chiedendo lavoro e sviluppo e bloccando la strada che collega la città con i governatorati del nord ovest. Per rimuovere il blocco hanno chiesto di poter incontrare il governatore.

A Siliana, nella regione di Mila, circa 30 lavoratori precari si sono riuniti presso la sede del governatorato chiedendo di poter incontrare il governatore. I manifestanti hanno chiesto una retribuzione migliore. Proteste si sono svolte anche a Tunisi, dove alcuni manifestanti sono entrati nella sede del governatorato. In un primo momento pacifiche, le manifestazioni nella capitale hanno assunto una connotazione violenta questa notte con scontri in uno dei sobborghi nord occidentali.

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