GIORNATA MONDIALE DEI MALATI DI LEBBRA: CONOSCERE IL MORBO PER SCONFIGGERLO Ogni anno l’Aifo organizza una giornata dedicata all’informazione e all’approfondimento, coinvolgendo esperti e personaggi di spicco

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La lebbra è una malattia ancora molto pericolosa e, se non diagnosticata precocemente e non adeguatamente trattata, può causare disabilità permanenti, dato che il Mycobacterium leprae colpisce prevalentemente i nervi periferici degli arti superiori, inferiori e dell’apparato oculare .

Con l’introduzione del trattamento standard dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (polichemioterapia: rifampicina, clofazimina e dapsone), la lebbra è diventata una malattia dalla quale si può guarire. Dopo l’inizio del trattamento, inoltre, la persona non è più contagiosa e di conseguenza non è necessario l’isolamento.

Anche se le cure hanno successo, spesso i malati di lebbra subiscono gravi disabilità, purtroppo molto visibili, e sono vittime di un ingiustificato isolamento sociale. Questa condizione, oggi, riguarda circa 3 milioni di persone, quasi tutte dei Paesi in via di sviluppo.

Per fare una corretta informazione su questa patologia, l’Aifo – Associazione italiana Amici di Raoul Follereau – ogni anno organizza una Giornata mondiale dei malati di lebbra, quest’anno giunta alla 63sima edizione. Il 31 gennaio decine volontari, ricercatori, esperti e capi di Stato, offriranno il proprio contributo alla celebrazione di questo evento, con lo scopo di fare chiarezza su questo importante problema sanitario che affligge Africa, Asia e America Latina.

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