OK DEL SENATO AL DECRETO ILVA: E’ LEGGE. NUOVE PROTESTE A GENOVA Il testo è stato convertito con 157 sì. 95 no e 3 astenuti. Polizia e manifestanti si sono fronteggiati nel capoluogo ligure

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Ok definitivo di Palazzo Madama al decreto Ilva con 157 sì, 95 no e 3 astenuti. Il testo viene dunque convertito in legge. Tra le modifiche approvate in Parlamento si prevede che le risorse sequestrate al gruppo Riva dovranno essere destinate, a conclusione dei procedimenti penali, a un apposito fondo del ministero dell’Ambiente per le bonifiche e che le somme dovranno essere impiegate per interventi di bonifica sui territori dei comuni di Taranto e Statte ma anche per ulteriori investimenti per la riqualificazione e riconversione produttiva di quelle aree.

Infine, le imprese dell’indotto Ilva potranno beneficiare delle garanzie del Fondo di garanzia per le Pmi “fino all’80% dell’ammontare dell’operazione finanziaria” a titolo gratuito e fino ad un importo massimo di 2,5 milioni per impresa “nei limiti della dotazione finanziaria” del Fondo stesso.

Intanto non accenna a placarsi la protesta dei dipendenti del polo genovese dell’Ilva. Questa mattina si sono registrati momenti di tensione quando i manifestanti sono arrivati a fronteggiare lo schieramento delle forze dell’ordine che blocca Lungomare Canepa per impedire al corteo di raggiungere il centro città. Gli operai hanno sollevato le mani in alto e mentre i poliziotti indossavano caschi e maschere antigas. I lavoratori hanno urlato “Vergogna, toglietevi i caschi, dovete unirvi a noi”. Successivamente i lavoratori hanno fatto un passo indietro e i poliziotti hanno tolto le maschere antigas in segno di distensione. Dal corteo sono partiti applausi.

Ieri la protesta era arrivata in centro bloccando la città quasi per l’intera giornata. In piazza oggi anche i lavoratori della Fiom di Ansaldo Sts, Piaggio, Selex , Ansaldo energia, Financtieri, delegazioni della Compagnia unica (lavoratori portuali), Filt Cgil, Filctem Cgil e alcuni lavoratori di Amiu (la municipalizzata per i rifiuti) e studenti, una delegazione del Partito comunista dei lavoratori, di Rifondazione comunista e il consigliere regionale Gianni Pastorino, di Rete a Sinistra.

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