NUOVE CASE IN CISGIORDANIA: SCONTRO TOTALE TRA BAN E NETANYAHU

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BAN NETANYAHU

La decisione del governo israeliano di costruire altre 153 case per coloni in Cisgiordania ha scatenato un caso diplomatico sull’asse Tel Aviv-New York. Questa attività, ha ripetatuto il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, sono ”un affronto per il popolo palestinese e per la comunità internazionale”. Anche perché si corre il rischio ”che la opzione dei due Stati svanisca per sempre”. Parole che hanno a loro volta innescato l’ira del premier Benyamin Netanyahu: “I commenti del segretario generale dell’Onu – ha detto – incoraggiano il terrorismo”. Pronta la replica del portavoce di Ban: il segretario generale “ha chiaramente condannato la violenza e non l’ha incoraggiata in alcun modo”.

Un duello a distanza che arriva mentre sul terreno le violenze proseguono a ritmo quotidiano. Ieri in un cimitero di Gerusalemme è stata sepolta Shlomit Kriegman, una israeliana di 23 anni ferita in modo grave nell’insediamento di Beit Horon, a nord di Gerusalemme, e deceduta in un ospedale. I suoi due assalitori palestinesi erano stati uccisi ieri sul posto da una guardia civile. La decisione di costruire nuovi alloggi in Cisgiordania ha avuto scarsa eco nei media israeliani. Ma ha destato attenzione internazionale perché giunge a pochi giorni dal tentativo di un gruppo di coloni (appoggiati dal Likud, il maggior partito di governo) di insediarsi a Hebron (Cisgiordania) in due edifici, asseritamente acquistati, ma ancora privi dei necessari permessi governativi; e dopo che il ministro della difesa ha qualificato come terre demaniali un’ampia zona a sud della città cisgiordana di Gerico.

E anche da qui c’è stata la dura reazione di Ban Ki-moon, che si e’ detto ”profondamente preoccupato” per la nuova iniziativa israeliana, e ha anche espresso ansia per altri episodi, fra cui il lancio di razzi da Gaza verso Israele e la propaganda esasperata di alcuni media palestinesi che accompagna e secondo Israele alimenta l’intifada nei Territori. Ma in ogni caso – ha detto il capo dell’Onu – ”è nella natura umana reagire all’occupazione”. Immediata la reazione del premier Netanyahu “Non c’è giustificazione per il terrorismo. Gli assassini palestinesi – ha detto citato dai media – non vogliono costruire una nazione: vogliono distruggere una nazione e lo dicono apertamente. Non uccidono per la pace e non uccidono per i diritti umani. L’Onu ha perso da tempo la sua propria neutralità”. In serata la replica dal Palazzo di vetro: “la dichiarazione del segretario generale dell’Onu parla da sola”, ha detto all’Ansa il portavoce Stephane Dujarric.

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