Il bambino non è un diritto dell’adulto

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Il tema delle unioni civili, e dunque del ddl Cirinnà, non è un argomento che si può definire cattolico. Si può essere laicamente contrari a questa legge perché apre a una serie di scenari non condivisibili, e perché non è scritta bene. Ad esempio, sull’utero in affitto non è che bisogna essere cattolici per dire che è qualcosa di sbagliato. Così come per la stepchild adoption, non bisogna andare a messa per comprendere che è scritta non per tutelare il più debole, in questo caso il bambino, ma l’adulto.

Al di là dell’essere o non essere credenti, dunque, questa è una legge sbagliata che deve essere riscritta. E su questo sono d’accordo tantissime persone, anche alcuni pezzi della politica, persino del Pd.

Bisogna dunque uscire dalla dinamica della contrapposizione tra laici e cattolici, perché è fuorviante, non veritiera. Noi cerchiamo di parlare a tutti, di far riflettere le persone.

L’incontro al Senato proprio è stato organizzato proprio perché mentre c’è un dibattito ideologico di contrapposizioni che non porta ad alcun risultato, abbiamo cercato di far parlare gli esperti: le associazioni che hanno grande esperienza perché ogni giorno, ogni anno, incontrano e danno risposte a tanti bambini e tante famiglie sul tema dell’affido e delle adozioni. Quello che abbiamo cercato di far capire, è che non si può trasformare un bambino da beneficiario di “diritto” in oggetto di diritto dell’adulto. Questo deve essere chiaro.

Un’altra difficoltà della legge è che l’unione civile omosessuale viene equiparata al matrimonio, e questo apre tutta una serie di ragionamenti per ciò che riguarda l’incostituzionalità, perché fa riferimento agli articoli 143, 144 e 147 del codice civile; alla fine è come se stessimo dicendo a chi si è sposato civilmente, che bastava aspettare questa legge ed avrebbe avuto gli stessi diritti a fronte di minori doveri.

Al di là del 30 gennaio, comunque, mi farebbe piacere ci possa essere lo stesso entusiasmo, la stessa partecipazione, lo stesso desiderio di cambiare le cose anche dal 31 gennaio in poi. E’ importante che si cerchi di alzare il livello del dibattito, non solo mettendo piazze contrapposte; il family day sarà un’occasione per rilanciare alcuni temi che hanno a che fare con il futuro della famiglia in Italia. Perché purtroppo va detto: con o senza il ddl Cirinnà, la situazione italiana per quanto riguarda le famiglie è vergognosa.

Gigi De Palo
Presidente del Forum per le Famiglie

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