ROMA CRIMINALE: IL 2 FEBBRAIO L’AUDIZIONE DI TRONCA ALL’ANTIMAFIA Lo ha annunciato la presidente Rosy Bindi. Gabrielli: "Ci sono stati progressi ma la strada da percorrere è ancora lunga"

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Entro la metà di febbraio il commissario straordinario di Roma Francesco Paolo Tronca sarà sentito dalla commissione parlamentare Antimafia. Lo ha detto la presidente Rosy Bindi durante l’audizione con il prefetto della Capitale, Franco Gabrielli.

“Nonostante i progressi percorsi Roma Capitale deve ancora percorrere un lungo tratto di strada per ricondurre la gestione della cosa pubblica sui binari della legalità” ha detto il responsabile della sicurezza capitolina facendo riferimento alle conclusioni del gruppo di supporto che fu istituito il 27 agosto scorso e che ha lavorato fino al 2 novembre, cioè all’insediamento di Tronca. Gabrielli ha precisato infatti che si tratta di una “fotografia scattata fino al 2 novembre, che non ha nulla a che fare con l’attività dell’attuale commissario”.

“Gli ultimi mesi del 2015 non hanno fatto registrare modificazioni nella geografia criminale a Roma – ha spiegato – che continua a fare perno sulla propria disponibilità economica e finanziaria e a inserirsi nel territorio imprenditoriale romano”. Mantiene la sua attualità l’analisi secondo cui “le organizzazioni criminali vedono in Roma un terreno ideale per riciclare denaro sporco attraverso traffici illeciti, accumulato sfruttando le possibilità offerte dall’economia locale i cui punti forti coincidono con i settori tradizionalmente appetiti da questi sodalizi”, ha proseguito Gabrielli.

“I tentativi di penetrazione – ha chiarito – riguardano i segmenti degli esercizi pubblici e commerciali anche di aree pregiate come quelle del centro storico, il mercato immobiliare, i servizi finanziari, le intermediazioni e le attività presenti in numero elevatissimo nell’area della Capitale. Determinante per il perseguimento di questa strategia con la quale il crimine organizzato punta a farsi impresa è la rete di stabili relazioni riuscito ad intessere con operatori economici ed esponenti del mondo della finanza disponibili a prestare la propria complicità per agevolare la penetrazione e l’inserimento delle mafie nell’economia locale”.

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