LA CHIESA TEDESCA IN PRIMA LINEA AL FIANCO DEI RIFUGIATI In Germania sono numerose le manifestazioni di solidarietà e accoglienza ai profughi, come dimostrano le tante iniziative volte al confronto e al dialogo

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In Germania il numero dei rifugiati accolti dalla Chiesa tedesca aumenta di giorno in giorno, ma c’è chi, nascondendosi dietro lo schermo di un computer, si diverte a creare un clima di violenza e intolleranza, scrivendo “frasi a buon mercato per diffondere l’odio nei social network”. È duro il Cardinale Rainer Maria Woelki, arcivescovo di Colonia, che, intervistato dal Rheinische Post, continua “è un segnale di perdita di ogni senso civile”.

In realtà, il cardinale fa bene a essere infastidito, perché la Chiesa in Germania sta facendo moltissimo per l’accoglienza ai rifugiati, sia con donazioni economiche sia con opere quotidiane e gesti molto semplici. Il nuovo vescovo ausiliare di Magonza, Mons. Udo Mark Bentz, ha donato i soldi raccolti per la sua ordinazione episcopale (circa 21 mila euro) alla rispettiva diocesi, affinché siano utilizzati per l’accoglienza ai rifugiati. Nella cittadina di Gera, invece, la diocesi sta preparando una grande festa per i rifugiati della zona in onore del battesimo di un bambino siriano.

Sempre a favore dei rifugiati, l’organizzazione umanitaria della Chiesa cattolica Missio ha lanciato una campagna nazionale per i profughi arrivati in Germania ne 2015, coinvolgendo scuole, parrocchie e asili, e organizzando momenti di incontro e di svago, non solo per condividere gioia e allegria, ma soprattutto per creare opportunità per conoscersi e confrontarsi, veri e propri momenti di “cultura dell’incontro”, come li ama definire il vice-presidente di Missio, Gregor von Furstenberg.

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