ISIS, L’ALLARME DELL’EUROPOL: “PROGRAMMA ATTACCHI SU LARGA SCALA IN EUROPA” In un dossier redatto dall'Ufficio della polizia europea emerge come ancora una volta il Paese più a rischio sarebbe la Francia

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Un nuovo allarme arriva a scuotere l’Europa e a lanciarlo è il direttore dell’Europol Rob Wainwright. Secondo il capo dell’Ufficio di Polizia europea, l’Isis sarebbe pronto a colpire di nuovo il Vecchio Continente e l’obiettivo sarebbe ancora una volta Parigi. “L’Isis sta programmando attacchi su larga scala in Europa – ha spiegato Wainwright durante la conferenza stampa al margine della riunione dei ministri dell’Interno ad Amsterdam -. Sappiamo che hanno una forte capacità di mettere a segno attentati su larga scala. Tutti i Paesi Ue lavorano per prevenire”.

L’allarme è stato lanciato durante l’inaugurazione del centro europeo anti-terrorismo, in occasione del quale l’Europol ha pubblicato un rapporto sul sedicente Stato Islamico nel quale è stato tracciato anche un profilo di chi si è arruolato nelle milizie jihadiste presenti in Siria, Iraq o in Libia. Secondo il dossier, il 20% dei jihadisti è affetto da problemi di natura psichica, mentre l’80% ha avuto problemi con la legge.

Secondo le informazioni che sono in mano al personale dell’Europol, il Paese che sarebbe più a rischio attentati è ancora una volta la Francia, già duramente provata lo scorso anno, prima con il massacro alla redazione del settimanale satirico Charlie Hebdo e successivamente con le stragi messe in atto lo scorso 13 novembre con gli attacchi allo Stade de France, alla sala concerti Bataclan e in diversi ristoranti nel cuore della capitale francese, che hanno causato ben 130 morti.

“Ci sono tutte le ragioni per aspettarsi che l’Isis o terroristi che si ispirano all’Isis o un altro gruppo terroristico ispirato da motivi religiosi, possa condurre di nuovo un attacco in Europa, in particolare in Francia, con lo scopo di provocare morti di massa tra la popolazione civile – spiegano gli investigatori nel report -. Gli attacchi di Parigi e le indagini sembrano indicare un passaggio verso una strategia più ampia di globalizzazione dell’Isis”. Inoltre l’intelligence europea ha sottolineato come il sedicente Califfato sia riuscito a compiere un “salto di qualità” nella sua preparazione militare, riuscendo addirittura a “costituire un commando di azione esterna addestrato per attacchi stile forze speciali nello scenario internazionale”.

Ma dal dossier è emerso anche un altro dato inquietante: l’Isis sarebbe riuscito a penetrare nel territorio europeo anche sul piano logistico. Infatti, secondo gli analisti, “oltre ai campi di addestramento in Siria esistono campi di addestramento più piccoli in Paesi Ue e dei Balcani”. Questi campi servirebbero a preparare gli aspiranti combattenti da inviare nelle zone di guerra dove è presento il Califfato. “L’addestramento alla sopravvivenza permette di testare la forma fisica e la determinazione di membri che aspirano ad entrare nell’Isis – si legge ancora nel rapporto dell’Europol -. Le attività sportive sono state utilizzate per addestramento al combattimento e a resistere agli interrogatori”.

 

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