SUMMIT DI MINISTRI UE AD AMSTERDAM: SI DECIDE IL FUTURO DI SCHENGEN Europa incapace di gestire la crisi migranti. Tra le ipotesi allo studio anche quella di "isolare la Grecia" dal trattato

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Ad Amsterdam si decide il futuro di Schengen dopo le polemiche degli ultimi giorni e le voci di un possibile ritorno ai controlli delle frontiere. In agenda, dunque, c’è la crisi dei rifugiati con i conseguenti problemi per la tenuta del sistema e le persistenti difficoltà dell’Ue a gestire questa emergenza con una politica comune.

Sui quotidiani vengono riportate diverse ipotesi paventate da alcuni governi o dalle stesse istituzioni Ue, per misurare le reazioni degli altri governi e delle opinioni pubbliche. Ultima, pubblicata dal “Financial Times” sabato, la possibilità di “isolare la Grecia” da Schengen, rafforzando i suoi confini con un Paese candidato ma non membro dell’Ue, la Macedonia, per non far passare verso l’Europa i rifugiati e immigrati irregolari che Atene non riesce a fermare sul suo territorio, né ancora a identificare e registrare.

Nel programma della riunione informale, tuttavia, questa ipotesi non appare, così come non c’è nessuna ancora proposta di portare a due anni (invece degli attuali sei mesi) la scadenza dei controlli alle frontiere interne di Schengen già reintrodotti da diversi Paesi membri, a cominciare dalla Germania. Comunque, per questo c’è ancora tempo, i controlli introdotti dalla Germania e altri Paesi membri possono continuare per ora fino a maggio.

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