IN SILENZIO PER URLARE A DIFESA DELLA FAMIGLIA Sentinelle in piedi in molte piazze d’Italia, tra qualche contestazione. E da ieri è on line il portale dedicato all'evento: www.familyday2016.it

657
  • English
  • Español

A Torino, Milano, Trento, Genova, Firenze, Bolzano – tanto per citare le città più grandi, ma sono state una cinquantina lungo tutto lo Stivale – centinaia di Sentinelle in piedi hanno vegliato da sabato per difendere la famiglia fondata dall’unione tra un uomo e una donna. Perché in silenzio? Perché non c’è nulla come il silenzio – dicono – che faccia emergere la voce della coscienza, oggi quanto mai silenziata da un potere che tende a ridurre l’esigenza di verità e il bisogno infinito connaturato a ogni essere umano. Il potere moderno usa questo metodo attraverso una sistematica e pervasiva offerta di risposte parziali e immediate, veicolate da voci e immagini che tramite la tecnologia ci raggiungono in continuazione, in ogni luogo, quasi senza sosta. Tutto ciò però non può accadere senza la nostra connivenza: in cambio della soddisfazione di tanti capricci, rinunciamo alla nostra libertà abdicando al compito di cercare una risposta totale.

Sono in piazza per amore della libertà di poter dire che siamo nati maschi e femmine, che l’unica dualità possibile è quella uomo-donna, che i bambini non sono un diritto ma un dono e che loro sì, invece, hanno il diritto di nascere senza essere fabbricati ad uso e consumo degli adulti e di avere un papà e una mamma. “Siamo in piazza – dicono – per il bene anche di chi ha la coscienza addormentata, di chi ci contesta perché vittima cosciente o incosciente dell’ideologia.

Qualche volta finiscono nel mirino di estremisti. A volte anche in maniera pesante, come accadde nel 2014. Stavolta a Torino, la manifestazione delle Sentinelle in piedi è stata interrotta da un gruppo di contestatori che ha suonato i campanelli del Tobike e cantato canzoni di Raffaella Carrà e Lady Gaga e intonato cori di provocazione e di protesta. A Cagliari sono avvenuti episodi simili: al grido di “Vergogna! Vergogna!”, i sostenitori del disegno di legge Cirinnà hanno negato alle sentinelle la libertà di manifestare liberamente. Più contenuta, invece, è stata la protesta degli “anti-family day” a Milano, in piazza 25 Aprile.

“Spesso – confermano – le nostre veglie vengono pesantemente contestate. Gruppi di persone più o meno arrabbiate si danno appuntamento per schernirci, insultarci, offenderci, provocarci. Qualche volta queste contestazioni sono sfociate in aggressioni vere e proprie. Di fronte a tutto questo, non abbiamo mai risposto se non con la nostra presenza silenziosa, come mai? Semplice, perché noi non abbiamo nemici. Non abbiamo un avversario e nemmeno una squadra da sconfiggere, noi siamo in piazza per la libertà nostra e di tutti, siamo in piazza per svegliare le coscienze, anche quelle di chi ci contesta. Il nostro unico nemico si chiama menzogna, inganno, bugia”.

“Noi – concludono – non accettiamo di non poter esprimere le nostre opinioni, per questo vegliamo. Con la bocca chiusa ma gli occhi aperti, in piedi nelle piazze come ogni giorno nelle nostre vite, ci mobilitiamo per mostrare la nostra fermezza nel dire che non sarà una legge a zittire le nostre coscienze”.

Intanto prosegue la Marcia verso il Family day del 30 gennaio. Da ieri è on line il portale dedicato all’evento: www.familyday2016.it immagini, comunicati e informazioni aggiornate in tempo reale. Circo Massimo, a Roma, è pronto a ospitare un fiume di gente (attivate convenzioni con i mezzi di trasporto nazionali e romani) che crede nella famiglia così come la natura la vuole: un uomo e una donna. Non è una manifestazione contro i diritti sulle unioni civili, ma per dire no all’equiparazione con il matrimonio fondato sull’unione tra uomo e donna, A possibili eventuali adozioni future, magari pilotate con l’utilizzo della pratica dell’utero in affitto. Un argine alla deriva relativista.

 

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

2 COMMENTS

LEAVE A REPLY