MONS. FORTE: BENE LE TUTELE DEI DIRITTI MA LA FAMIGLIA È ALTRO

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“La tutela dei diritti delle unioni di fatto è una cosa, e anche loro hanno il diritto di promuoverli in piazza, ben altro è equipararle alla famiglia formata da uomo e donna, o pretendere che nella genitorialità e nell’educazione dei figli non debba valere il principio della reciprocità tra maschile e femminile. Inviterei ciascuno a stemperare i toni della polemica, dall’una e dall’altra parte. Ciò che sta al centro non dev’essere una ‘battaglia’ contro chicchessia, ma la promozione dei diritti di tutti”. Lo dice al Corriere della Sera l’arcivescovo e teologo Bruno Forte, chiamato da Papa Francesco come segretario speciale del doppio Sinodo sulla famiglia.

“Quello che dovrebbe accomunare tutti, anche a livello parlamentare, è la tutela della dignità della persona umana”, spiega. “Francesco ha ribadito il Vangelo della famiglia. Al Sinodo si è riaffermato il valore irrinunciabile della famiglia per la crescita della persona e della società, un grande ‘sì’ per dire la convinzione profonda che abbiamo come credenti e uomini, e per la quale una unione di altro tipo non è mai equiparabile al matrimonio tra uomo e donna. Un secondo elemento è che il Papa non parla mai contro nessuno. Ha spiegato che se le persone vivono situazioni lontane da questo modello, non per questo devono sentirsi escluse. La Chiesa è chiamata ad includere e far sentire la sua prossimità a tutti”.

“Il Papa mette in luce il rispetto e l’accoglienza per ogni persona. Bisogna rispettare il diritto delle persone che decidono di condividere la vita in una unione stabile. Ma non vuol dire che si tratti di una famiglia nel senso in cui viene definita dalla stessa Costituzione”. Il Family day? “Chi crede nel valore della famiglia ha il diritto di poterlo testimoniare, come vescovo guardo alla manifestazione positivamente perché essa esprime la sensibilità diffusa tra credenti e non a favore della famiglia. Ritengo giusto e bello che siano i laici e le famiglie stesse a promuoverla”.

 

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