CHOC A BRESCIA: ADESCATA IN RETE, 15ENNE SI PROSTITUISCE PER POCHI SPICCIOLI

636
  • English

“Temo che mia figlia possa prostituirsi”. È iniziata dalla denuncia di una madre l’inchiesta della Procura di Brescia che ha portato alla luce una vicenda di prostituzione minorile con protagonista una studentessa 15enne di un istituto professionale della città che, per pochi euro, ha avuto rapporti sessuali con adulti.

Una storia terribile, che dimostra come con la malattia di una società relativista dove tutto è permesso, tutto sembra lecito, nella quale cadono una ad una le barriere dell’etica, anche i più piccoli sono vittime di scelte irresponsabili.

“Solo per una 15enne abbiamo la certezza che abbia fatto sesso in cambio di denaro”, spiega il commissario Fabio Peluso della Polizia provinciale di Brescia alla quale la madre della giovane si è rivolta dopo aver visto più volte la figlia tornare a casa la notte accompagnata da un adulto, un 45enne riconosciuto dalla studentessa e ora indagato con l’accusa di violenza e a casa del quale sono state trovate centinaia di pastiglie, tra Viagra ed eccitanti, che l’uomo avrebbe venduto illegalmente. Il 45enne sarebbe al momento l’unico cliente accertato della baby squillo che faceva sesso, spesso nei parcheggi dei centri commerciali, in cambio di ricariche telefoniche o per tariffe tra i 10 e i 50 euro in base al tipo di prestazione.

E ancora una volta balza alla luce evidente la responsabilità di chi si propone come “cliente”, figura che non è mai passiva ma sempre attiva, alla ricerca di emozioni deviate che sfruttano o la debolezza di chi non si rende conto di ciò che fa oppure quella di chi si trova in difficoltà economica o, peggio, è stretta nella morsa della schiavitù del sesso.

“Nel giro di prostituzione minorile non c’è il coinvolgimento di altre ragazzine”, viene assicurato da fonti della Procura bresciana. “Non abbiamo prove del coinvolgimento di altre ragazzine chiamate in causa dalla 15enne”, conferma Peluso della Polizia provinciale di Brescia. L’adolescente, seguita dagli agenti di Polizia e intercettata telefonicamente, é crollata davanti all’evidenza delle prove.

Dopo aver ammesso di essersi prostituita per pochi euro, ha spiegato agli inquirenti coordinati dal sostituto procuratore Ambrogio Cassiani, che spesso anche quattro amiche facevano come lei, ma le ragazzine in questione hanno negato qualsiasi addebito.

Stando all’inchiesta, la 15enne avrebbe conosciuto in internet, attraverso i social network, il 45enne coinvolto nell’inchiesta e che abita in città a Brescia a poche centinaia di metri dalla casa della 15enne.

E qui entra in gioco l’altro aspetto preoccupante della società odierna: i rischi connessi ad un uso non controllato della rete, dove dentro allo schermo si può nascondere chiunque, che può falsare la propria identità fino ad ottenere l’impensabile.

Il punto non è solo capire se sia un caso isolato o se realmente altre ragazzine abbiano fatto la stessa cosa, ma rendersi conto che la deriva di valori di cui l’intera società è vittima non potrà che portare a nuove aberrazioni. Altro che libertà di scelta.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY