“IL CALCIO ITALIANO DEVE RIPARTIRE DAI VIVAI”, PAROLA DI BRUNO PIZZUL L'intervista esclusiva alla voce storica della nazionale: "Viviamo un momento disastroso". Juve-Roma: "Bianconeri favoriti ma la palla è rotonda"

516
bruno pizzul

Bruno Pizzul, ex calciatore classe 1938, è tra i più noti giornalisti sportivi italiani, conosciuto soprattutto per le telecronache, per la Rai, degli incontri della Nazionale Italiana di calcio dal 1986 fino al 2002. Oltre al calcio, Pizzul ha commentato saltuariamente per la televisione incontri di pugilato, tennis da tavolo e bocce, corse ciclistiche, vela e qualche premio ippico. Ad In Terris ha raccontato il suo pensiero sull’attuale situazione del calcio italiano e della Serie A. In particolare si è soffermato sul big match di domenica sera Juventus-Roma e sulla lotta scudetto.

Un campionato come quello di quest’anno non si vedeva da tempo: tre squadre a pochissimi punti dal primato in classifica. Fiorentina e Roma hanno ancora la possibilità di gareggiare per lo scudetto?
“Spero di si. Devono superare questo momento particolarmente delicato. Soprattutto la Roma. È un peccato che non sia riuscita a vincere il giorno del debutto in panchina di Spalletti, sarebbe stato uno straordinario toccasana per tutta la squadra. Per quanto riguarda la Fiorentina, più che una crisi di gioco ha una crisi di risultati. Ha bisogno di ritrovare la tranquillità ambientale: i tifosi della Viola sono straordinari, ma creano una situazione di tensione, anche i rapporti con i Della Valle non sono ottimali, ed è un peccato perché la Fiorentina ha tutte le possibilità per rientrare nel giro dello scudetto. Se riesce a conquistare due risultati pieni, uno dopo l’altro, è di nuovo in gara per il tricolore”.

Tra i big match della prossima giornata c’è Juventus-Roma. Spalletti sembra tentato dal 3-5-2..
Non so dire quale modulo sceglierà per la Roma. Probabilmente fino all’ultimo terrà nascoste le sue idee.

Salah scommette su una vittoria della sua squadra per 2-1, ma la Juve resta favorita…
Questo suggerisce la logica. Quello di Salah mi sembra più un auspicio che un pronostico. Io credo che la Juve sia favorita, ma è anche vero che nel calcio può succedere di tutto. Non sarebbe un evento clamoroso se vincesse la Roma, anzi darebbe forse al campionato un pizzico di nuovo interesse, inserendo i giallorossi di nuovo nella lista delle possibili candidate per lo scudetto. La Juve è favorita, ma ripeto: nel calcio può succedere di tutto”.

Morata e Dzeko, due campioni che al momento non riescono a mettere la palla in rete. Secondo lei perché?
“Morata non sta giocando male, non riesce a segnare ed è chiaro che per un attaccante è di fondamentale importanza metterla dentro, però sta giocando bene. Dzeko invece, gioca in condizioni psico-fisiche non ottimali. Prova a lavorare in una squadra che ha smarrito il senso del gioco come la Roma, che, tra l’altro, è un team che aveva dato il meglio di sé quando non schierava un centravanti di riferimento. Il bosniaco si ritrova in una squadra che lo aiuta molto poco. Però sono due giocatori sul cui valore non credo si possa discutere. Morata poi è un giocatore interessante, lo vogliono tutti e si capisce il perché”.

A giugno si disputeranno gli Europei. L’Italia di Conte può essere l’outsider o c’è troppa differenza con Francia, Spagna, Germania e Belgio?
“Gli azzurri possono fare bene. È la solita Italia ed è sempre stata un outsider. Noi abbiamo una caratteristica particolare: non siamo in grado di giocare un calcio spettacolare e spumeggiante, ma abbiamo la capacità di far giocare tutti male, e quando si gioca male in due si spera sempre che a vincere sia tu. Speriamo che accada”.

Il calcio italiano sta colmando il gap tecnico con gli altri campionati?
“No, non ancora. Quello italiano è un gap relativo non a singoli giocatori ma all’organizzazione e all’intero movimento calcistico che ha ancora delle deficienze abbastanza evidenti e notevoli. L’unica speranza per poterlo cancellare è ritrovare il filone dei settori giovanili che producano dei buoni calciatori. Siamo in un periodo disastroso per quanto riguarda i nuovi giocatori italiani. Evidentemente il sistema con cui è organizzato il calcio giovanile è un sistema sbagliato. Da quando ci sono le così dette scuole calcio, non si riesce più a vedere un giocatore serio. Bisogna fare in modo che le cose cambino”.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS