PENA DI MORTE: IN ALABAMA ARRIVA UN NUOVO FARMACO KILLER L'esecuzione, la prima dopo due anni di stop, non sarà eseguita con il mix a base di pentobarbital, ma con un nuovo farmaco che in altri casi ha provocato sofferenze atroci ai condannati

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Torna in azione, dopo due anni di assenza, il boia dell’Alabama dove, alle 18 locali (mezzanotte in Italia) lo stato giustizierà Christopher Eugene Brooks, 43 anni, colpevole di aver stuprato e picchiato a morte una donna di 23 anni nel 1992. Si tratta della prima condanna che lo Stato esegue da quando, per mancanza di medicinali per l’iniezione, è stato introdotto un nuovo mix che tra gli altri farmaci contiene anche il mizolan, un potente sedativo finito sul “banco degli imputati” per aver causato una morte atroce al detenuto Clayton Darrell Lockett, giustiziato nel 2014 in Oklahoma. “L’Alabama – ha dichiarato il legale di Brooks – intende eseguire un protocollo mai usato prima in questo Stato e che è oggetto di due casi in sospeso in diversi tribunali federali. Brooks soffrirebbe pene inimmaginabili se sarà portata a termine questa esecuzione”.

Da diversi mesi gli stai americani stanno incontrando difficoltà nel reperire il componente principale del mix di farmaci che viene iniettato ai condannati: il Pentobarbital. La scarsa disponibilità del farmaco è dovuta soprattutto a un’interruzione della produzione del medicinale. Il maggior produttore si trova infatti in Danimarca e ha messo in atto una campagna per sospenderne le vendite.

Anche trovare un farmaco alternativo sembra essere una vera e propria impresa grazie al boicottaggio messo in piedi dalle case farmaceutiche. Ma gli stati che eseguono le pene capitali con l’iniezione hanno iniziato ad usare nuovi mix, ritenuti “non molto affidabili”. Ad esempio l’esecuzioni di Dennis McGuire, eseguita in Ohio nel gennaio del 2014, durò 25 minuti. In un altro caso in Oklahoma, il condannato ha impiegato 43 minuti a morire, mentre in Arizona un’esecuzione è durata per quasi due ore.

 

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