TUNISIA, PROTESTE E VIOLENZE A KASSERINE: UCCISO UN POLIZIOTTO A innescare la protesta, in una delle città più povere del Paese, è stata la morte di un giovane disoccupato

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Si infiamma la protesta sociale in Tunisia, scoppiata a Kasserine, una delle zone più povere del Paese. A Feriana, nel governatorato di Kasserine, negli ultimi scontri tra polizia e manifestanti un agente è morto e intanto la protesta si è allargata, con manifestazioni anche in altre città, fino alla capitale Tunisi e a Susa.

In un breve comunicato diffuso nella notte, il ministero dell’Interno di Tunisi ha confermato che un agente di 25 anni è morto dopo essere rimasto gravemente ferito a causa del ribaltamento del mezzo su cui si trovava. I poliziotti rimasti feriti solo ieri nel governatorato di Kasserine sarebbero almeno 19. Non è chiaro invece quanti siano i manifestanti feriti.

Testimoni locali, citati dai media tunisini, riferiscono che a Kasserine la polizia ha utilizzato gas lacrimogeni e pallottole di gomma per arginare le proteste, con i manifestanti che – al grido di “lavoro, libertà e dignità” -hanno bruciato copertoni.

Da cinque giorni in questa zona della Tunisia, dove è stato imposto il coprifuoco notturno, la popolazione scende in strada per chiedere posti di lavoro e sviluppo. A innescare la protesta è stata la morte di un giovane disoccupato, morto fulminato su un palo dell’alta tensione dove era salito minacciando di suicidarsi perché il suo nome era scomparso da una lista di nuovi assunti.

Nel tentativo di placare le proteste, il governo del presidente Beji Caid Essebsi ha promesso ieri un piano per l’assunzione di oltre seimila giovani disoccupati di Kasserine e l’avvio di progetti per la realizzazione di infrastrutture.

Sono “legittime” le proteste, ha affermato Essebsi, che ha detto di comprenderle perché “dimostrano rispetto per la Costituzione”, ma che “non devono degenerare” e “non devono essere amplificate”. Essebsi, riferiscono i media locali, ha denunciato ieri sera come la sua amministrazione abbia “ereditato una situazione difficile”, soprattutto per quanto riguarda il tasso di disoccupazione tra i giovani.

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