BERGOGLIO A SANTA MARTA: “INVIDIA E GELOSIA SONO PECCATI CHE UCCIDONO IL FRATELLO” Oggi la Chiesa celebra la memoria di Sant'Agnese, vergine che subì il martirio durante la persecuzione di Diocleziano

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Nel giorno in cui la Chiesa celebra la memoria di Sant’Agnese, vergine che subì il martirio durante la persecuzione di Diocleziano all’età di 12 anni, Papa Francesco – durante la consueta messa mattutina a Santa Marta – ha parlato nell’omelia della gelosia e dell’invidia, due peccati gravissimi che uccidono il fratello “con le parole”. La patrona delle vergini, delle fidanzate, dei giardinieri e dei tricologi è festeggiata a L’Aquila nella Festa di Sant’Agnese e delle Malelingue.

La Prima Lettura racconta la gelosia di Saul, Re d’Israele, nei confronti di Davide. Dopo la vittoria contro i filistei le donne cantano con gioia dicendo: “Ha ucciso Saul i suoi mille e Davide i suoi 10 mila”. Così, da quel giorno – sottolinea Papa Francesco – Saul guarda con sospetto Davide, pensando che possa tradirlo, e decide di ucciderlo. Poi segue il consiglio del figlio e ci ripensa. Ma dopo ritorna sui suoi pensieri cattivi. La gelosia – rileva il Papa – è “una malattia” che torna e porta all’invidia.

“Cosa brutta è l’invidia! – specifica – Nel cuore la gelosia o l’invidia crescono come cattiva erba: cresce, ma non lascia crescere buon’erba. Tutto quello che gli sembra di fargli ombra, gli fa male. Non è in pace! È un cuore tormentato, è un cuore brutto! Ma anche il cuore invidioso – lo abbiamo sentito qui – porta ad uccidere, alla morte. E la Scrittura lo dice chiaramente: per l’invidia del diavolo è entrata la morte nel mondo”.

L’invidia “uccide” – afferma il Papa – “e non tollera che un altro abbia qualcosa che io non ho. E sempre soffre, perché il cuore dell’invidioso o del geloso soffre. È un cuore sofferente!”. È una sofferenza che desidera “la morte degli altri. Ma quante volte – esclama – nelle nostre comunità – non dobbiamo andare troppo lontano per vedere questo – per gelosia si uccide con la lingua. Uno ha invidia di questo, di quell’altro e incominciano le chiacchiere: e le chiacchiere uccidono!”:

“E io, pensando e riflettendo su questo passo della Scrittura, invito me stesso e tutti a cercare se nel mio cuore c’è qualcosa di gelosia, c’è qualcosa di invidia, che sempre porta alla morte e non mi fa felice; perché sempre questa malattia di porta a guardare quello che di buono ha l’altro come se fosse contro di te. E questo è un peccato brutto! È l’inizio di tante, tante criminalità. Chiediamo al Signore che ci dia la grazia di non aprire il cuore alle gelosie, di non aprire il cuore alle invidie – conclude il Santo Padre – perché sempre queste cose portano alla morte”.

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