Gli errori si pagano

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In tanti, troppi, si sono scagliati contro i nostri fucilieri di marina Latorre e Girone dando per scontata la loro colpevolezza, al grido giustizialista de “gli errori si pagano”. Alcune risultanze testimoniali e balistiche, però, hanno smontato il castello accusatorio; eppure nemmeno dopo quanto è emerso dall’esame della documentazione indiana depositata preso il Tribunale di Amburgo, si è concretizzata la nomina di una Commissione di inchiesta parlamentare.

Gli “errori che si pagano”, dunque, non sono quelli presunti dei due marò, ma quelli evidenti dei governi che negli anni non sono riusciti a prendere la situazione di petto e tutelare i nostri soldati. È chiara la volontà di soprassedere e prendere tempo come avvenuto per l’Arbitrato internazionale, avviato con più di 24 mesi di ritardo.

Una situazione di stallo non giustificabile – come ha sottolineato il generale Fernando Termentini, consigliere militare all’epoca del fatto (l’arresto, da parte della polizia indiana, dei due fucilieri di marina italiani imbarcati sulla petroliera italiana Enrica Lexie come nuclei militari di protezione, e accusati di aver ucciso due pescatori il 15 febbraio 2012 al largo della costa del Kerala, stato dell’India sud occidentale). Questi ritardi favoriscono le ipotesi più svariate, come quelle sull’esistenza di interessi politici, personali e di lobby da tutelare.

Non impegnarsi, infatti, ad approfondire per ricercare la verità può ingenerare il sospetto che lo scopo sia evitare che emergano verità scomode o atti che inequivocabilmente dimostrino che nella gestione della vicenda ci siano state palesi violazioni della Costituzione. Anche qui, la frase “gli errori si pagano” andrebbe bene… ma in questo caso non viene declinata.

Non averlo fatto fino ad ora raffigura dunque un ritardo non giustificabile, peraltro in contraddizione con l’abitudine consolidata nel nostro Parlamento, pronto a nominare Commissioni anche per fatti non così rilevanti o per valutare problematiche altrimenti consolidate, come ad esempio, restando in tema di militari, i problemi relativi all’Uranio Impoverito.

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2 COMMENTS

  1. Non si puo’ che concordare pienamente con l’analisi del generale Termentini e questa fatta ora.
    Sarebbe ancora una volta il caso di gridare a piena voce
    GIU’ LE MANI DA SAN MARCO!!!!!
    Ma i nostri pesciolini rossi che guizzano nell’acquasantiera non lo faranno mai.
    E noi dobbiamo non arrenderci e subire.
    Continuiamo a gridarlo fino ad assordarli (o mandarli a casa con il voto p.v.)

  2. Sì sa che non hanno le colpe che hanno loro attribuito. Sono stati e lo sono ancora “usati” per chissà quali loschi scopi! Non è solo ingiustizia ma una vergogna per il genere umano!!!

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