PAKISTAN, ATTACCO ALL’UNIVERSITA’ DI CHARSADDA: 30 MORTI E 50 FERITI Le squadre di soccorso sono impegnate nell'ispezione dei vari edifici del campus per verificare la presenza di altri feriti o di altre vittime

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Si è concluso l’attacco da parte di un commando di militanti armati all’università Bacha Khan University di Charsadda, nel Pakistan nord-occidentale) durante il quale sono morte almeno 30 persone. L’annuncio arriva dal portavoce dell’esercito pachistano, fatto pochi istanti dopo il termine delle operazioni di controllo dell’ateneo. Ma alcune squadre di soccorritori sono ancora impegnate nelle ispezioni dei vari edifici di campus per verificare la presenza di eventuali altri cadaveri e definire il bilancio delle vittime, che al momento sono 30, mentre i feriti sono 50.

Tra i morti è stato identificato anche un professore universitario, Hamid Hussain, morto mentre cercava di difendere i suoi alunni dai terroristi. Secondo i testimoni dopo aver ordinati ai ragazzi di barricarsi in classe è uscito dall’aula con la pistola in pugno ed ha affrontato gli assalitori. Non si conosce, invece, l’identità delle altre vittime.

L’attacco è stato rivendicato dai Tehreek-e-Taliban Pakistan (Ttp), i Talebani del Pakistan. Lo riportano i media locali pakistani. Secondo quanto riporta The Express Tribune, il comandante dei Talebani pakistani, Omar Mansoor, ha detto che l’attacco è stato condotto da quattro uomini. Il Guardian precisa che i Talebani hanno affermato che a essere entrati in azione sono stati attentatori suicidi.

L’assalto è scattato poco dopo le nove del mattino mentre studenti e insegnanti erano riuniti per un recital di poesia in onore di Bacha Khan, l’attivista per la pace in onore del quale è stata nominata l’università. L’attacco ricorda quello del dicembre 2014 in una scuola per figli di militari nella vicina Peshawar, in cui furono uccisi 140 studenti.

Circa mille studenti si trovavano all’interno dell’università. Uno che è riuscito a scappare ha raccontato alla rete televisiva Dunya di aver udito anche delle esplosioni oltre al suono di una intensa sparatoria.

L’attacco di questa mattina giunge dopo che alcune scuole erano state chiuse negli ultimi giorni a Peshawar, in seguito a notizie di possibili attacchi terroristici. Il primo ministro pakistano Nawaz Sharif ha condannato l’attacco. Dalla Svizzera, dove si trova per partecipare al vertice annuale del World Economic Forum, Sharif ha espresso profondo dolore per la perdita di preziose vite umane.

Il premier pakistano ha poi fatto sapere di seguire personalmente la situazione e di essere costantemente informato sulle misure adottate contro i terroristi. Affermando che chi uccide studenti e cittadini innocenti non ha fede, né religione, Sharif ha poi detto che ”siamo determinati e risoluti nel nostro impegno volto a sradicare la minaccia del terrorismo dalla nostra patria. Gli infiniti sacrifici compiuti dai nostri connazionali non saranno vani”.

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