BOOM DI ADESIONI, FAMILY DAY SPOSTATO AL CIRCO MASSIMO

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Sarà il Circo Massimo e non piazza San Giovanni ad accogliere il Family Day convocato per il prossimo 30 gennaio a Roma. Il cambiamento è stato necessario, ha fatto sapere Generazione Famiglia con un comunicato, per “l’imponente numero di adesioni in arrivo in queste ore da tutta Italia”. Cambia dunque la formula, non più un corteo ma una manifestazione “in forma statica” che si svolgerà dalle 12 alle 17. Il passaparola messo in moto dal Comitato “Difendiamo i Nostri Figli” ha dunque prodotto i frutti sperati: l’iniziativa avrà una partecipazione ben più ampia rispetto a quella dello scorso giugno. I migliaia si riuniranno per dire “no” al Ddl Cirinnà sulle unioni civili e in particolare alla Stepchild adoption, cioè la possibilità per il partner gay di adottare il figlio del proprio compagno, che rischia di spalancare le porte alla pratica dell’utero in affitto. Un tema che sta dividendo la maggioranza.

A tal proposito il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, ha annunciato la sua partecipazione, insieme alla moglie e ai 4 figli, al Family Day. Quella piazza, ha sottolineato in un’intervista al Corriere della Sera, ha “una grande importanza” ed “esserci non significa andare contro qualcuno. Io ci andrò come cittadino, non certo come rappresentante del governo”, anche perché, ha spiegato, “ognuno partecipa con la sua visione, a titolo personale”. Galletti si è detto favorevole al “riconoscimento alle coppie di fatto, anche omosessuali, dei diritti. Che sono, per intenderci, il diritto all’assistenza in caso di malattia, all’uso della casa comune, alla reversibilità della pensione, all’eredità del partner”. Tuttavia “non si deve stravolgere il fulcro della società, cioè la famiglia”. La nostra Costituzione. ha evidenziato, “riconosce alla famiglia un ruolo fondamentale, con diritti e doveri. Nel testo (il disegno di legge Cirinnà, ndr) si confondono i due istituti, anche dal punto di vista giuridico, con un’equiparazione impropria”. Quanto alla stepchild secondo Galletti è stato “un errore fare entrare l’adozione delle coppie omosessuali in un disegno di legge, nato per il riconoscimento dei diritti civili. Sulla stepchild adoption non ho certezze. Ho molti dubbi”. Il tema dell’utero in affitto, poi,”è un problema vero. La monetizzazione della genitorialità non è un fantasma agitato per bloccare tutto, ma un rischio reale. Sono temi troppo seri per essere gestiti come effetto collaterale di una legge sulle unioni”.

Beatrice Lorenzin,invece, non ha ancora sciolto le riserve sulla sua partecipazione all’evento del 30 gennaio. “Non ho preso una decisione in questo senso perché sarò in Cina in quei giorni – ha detto all’Ansa – sto pensando di scrivere una lettera perché sono molti i temi riguardanti la famiglia importantissimi per il nostro paese tra cui il principale è il calo demografico in Italia”. Per cui “o noi ci occupiamo seriamente di demografia con politiche a favore della famiglia o avremo dei problemi seri nei prossimi decenni”.

Nell’ambito della gerarchia ecclesiastica è arrivata la netta bocciatura del Ddl Cirinnà da parte del card. Camillo Ruini. “A mio parere sarebbe molto meglio che un disegno di legge di questo genere non arrivasse al Senato, o comunque non fosse approvato – ha commentato a Repubblica l’ex vescovo ausiliario di Roma-. Penso così non per ostilità verso le persone omosessuali, ma non vedo come possa esistere un matrimonio, o un simil-matrimonio, tra due persone che unendosi non possono procreare e come si possa negare a un bambino il diritto di avere un padre e una madre”. Sul Family Day ha detto: “È giusto inoltre che protagonisti siano i laici ed è molto positivo che oggi questo emerga più chiaramente. Ma ciò non significa che i vescovi non possano esprimere il loro apprezzamento”. Per quanto riguarda la stechild, ha concluso il porporato, “molti pensano che significhi che un partner può adottare il figlio che l’altro partner ha avuto in precedenza, quando era eterosessuale. Ma non è così: quel figlio non può essere adottato perché ha già due genitori. La stepchild adoption riguarda i figli avuti con l’utero in affitto, se i due partner sono uomini, o con la fecondazione eterologa, se sono donne. Quindi figli ‘costruiti’ appositamente”.

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