VENTI STUPRATORI DEL CALIFFATO UCCISI NEI RAID IN IRAQ I terroristi avevano violentato minorenni di etnia yazida. Eliminato al Dulaimi, ex ufficiale di Saddam

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Una ventina di miliziani del sedicente Stato islamico accusati di aver stuprato ragazze yazide sono morti durante un bombardamento dell’aviazione irachena nella provincia occidentale di al Anbar. Lo riferisce un comunicato dell’ufficio per i media dell’intelligence di Baghdad. Tra le persone uccise figura anche Saja Abu al Dulaimi, ex ufficiale del regime baathista di Saddam Hussein, legato da amicizia personale con l’autoproclamato “califfo” AbuBakr al Baghdadi.

“La banda terroristica Daesh aveva imposto matrimoni obbligatori a sei ragazze yazide con esponenti dell’organizzazione sauditi ed iracheni”, si legge ancora nel comunicato. Il raid è avvenuto nel quartiere diTanak, nella città di Qaim, nella provincia a maggioranza sunnita di al Anbar.

Secondo la ricostruzione delle autorità irachene, una delle ragazze dell’età di 13 anni era riuscita a fuggire rifugiandosi nell’abitazione di un residente locale, Dham Aljughaifi. Quest’ultimo avrebbe cercato di salvare la ragazza barattandola con il suo camion. Ne sarebbe nato un alterco che avrebbe portato un militante saudita dello Stato islamico, Musab Jazrawi, a giustiziare Aljughaifi davanti alla sua abitazione e di fronte alla sua famiglia, costretta peraltro a lasciare la casa.

La ragazza yazida sarebbe inoltre stata ricatturata con la forza dai membri dell’organizzazione estremista. L’Onu ha definito gli attacchi contro gli yazidi, la cui fede è considerata eretica dall’Is, come un possibile genocidio.

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