Il cesto rosa della vita

720
  • English
  • Español
pagano

La donna, al mattino della creazione venne alla luce e cantò, mentre il sole inviava all’universo il certificato di nascita. Nei tratti gentili era inscritta nel tempo. Le parole si composero pian piano in pensieri, le mani compirono le prime azioni. Si succedono le primavere e gli autunni, le estati e gli inverni, mentre nuovi frutti colmano il cesto della sapiente femminile presenza. Eccone alcuni.

Maria Montessori, educatrice, filosofa, medico, scienziata e volontaria italiana, è nota soprattutto per il metodo pedagogico. Luce per combattere l’analfabetismo. Per via materna, era nipote di Antonio Stoppani, abate e naturalista, scienziato che dimostrò con la sua stessa vita la possibilità della coesistenza armonica tra fede e ragione. Questi fu un importante punto di riferimento per la “donna” Maria, insieme alla madre di lei, che seppe sostenere incrollabilmente le sue idee innovative e anche le scelte di vita, insolite per l’epoca, in contrasto con la mentalità conservatrice e maschilista del padre. Ebbe l’ardire, e lo ottenne, di chiedere finanche aiuto a Papa Leone XIII per l’ingresso all’Università, ostacolata com’era dal ministro Baccelli. Si iscrisse, infatti, alla Facoltà di Medicina a Roma, dove si laureò nel 1896, prima donna a conseguire il titolo, dopo l’Unità d’Italia. Mille altri saranno i primati che otterrà, da allora in avanti, compreso il premio di mille lire per un lavoro dir ricerca in patologia generale.

Sua “sorella” è Madre Teresa di Calcutta, Anjëzë Gonxhe Bojaxhiu, fondatrice della Congregazione delle Missionarie della Carità. Fiaccola della luce dell’amore di Dio che donava agli ultimi tra gli ultimi, ai più poveri tra i poveri. Piccola più che non si potesse, Madre Teresa, raggiunse vette altissime, impensabili. Colloquiò con i grandi della terra, seppe far giungere la sua voce ai loro cuori. Le vie dell’India e del mondo sono ancora lastricate delle sue opere, il bianco e l’azzurro del suo sari sono un simbolo sacro che conosciamo tutti, e sventola al di sopra delle bandiere di tutti gli Stati. La “matita di Dio” traccia segni indelebili, dolcissimi, amorevolissimi. Tutti coloro che sono “un peso per la società” erano per lei, e sono per le Missionarie della Carità, i fiori prediletti, i più odorosi, i più splendidamente colorati. Premio Nobel per la Pace, rifulge nel firmamento delle donne e degli uomini.

Malala Yousafzai, la più giovane vincitrice del Premio Nobel per la Pace, è un’altra fiammella di umanità che illumina i diritti civili e quelo primario all’istruzione, che i talebani hanno negato alle donne pakistane, della città di Mingora, nella valle dello Swat. Già all’età di undici anni è diventata celebre per il blog che cura per la BBC, nel quale documenta le violazioni del regime dei talebani contro i diritti delle donne. Nominata per l’International Children’s Peace Priz, per la lotta ai diritti dei giovani ragazzi, in data infausta fu gravemente colpita alla testa da uomini armati saliti a bordo del pullman scolastico su cui lei tornava a casa da scuola. È sopravvissuta grazie alla rimozione chirurgica dei proiettili lanciateli addosso in quanto ritenuta “simbolo degli infedeli e dell’oscenità”. Nel giorno del suo 16mo compleanno ha parlato al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite, a New York, indossando lo scialle appartenuto a Benazir Bhutto, per dire al mondo l’accorato appello a garantire l’istruzione alle bambine e ai bambini di tutto il mondo. Insignita del Premio Sakharov per la libertà di pensiero, nel 2014, a soli 17 anni, arriva il premio Nobel per la Pace assegnatole assieme all’attivista indiano Kailash Satyarthi.

Ci sono tante sorelle in umanità, tante altre ancora, donne di questa famiglia umana che splendono come luci straordinarie che accendono la conoscenza e la coscienza, la ragione e la fede, l’amore, la vita, la fisica, la metafisica, la chimica, la matematica, la robotica, la biologia, le neuro-scienze, la letteratura, la poesia, il cinema, la musica, la grafica, l’alta moda… tutte concorrono a tessere la preziosa tela che tra cielo e terra scrive la meravigliosa storia delle donne e la grande Storia.

Il cesto della vita raccoglie le lacrime di tutte le donne e di tutti gli uomini, che hanno sofferto, hanno lottato, hanno creduto. Le lacrime delle bambine, le mamme, le figlie, le mogli, le nubili, le suore, le circensi, le prostitute, le stuprate, le giovani, le vecchiette, le zingare, le ergastolane, le esuli, le vedove, le pazze, le sante, le lavoratrici, le casalinghe, le donne tradite, le belle e le brutte, le donne medico, le malate, le guarite, le offese, le infibulate, le cieche. Ma anche, è colmo di tutti i sorrisi degli uomini e delle donne che s’incontrano, si abbracciano, si stringono le mani e insieme edificano e curano la casa comune, la strada, il giardino, con i piedi per terra e gli occhi rivolti al cielo.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY