IRAQ, SCONTRI A RAMADI: 13 CIVILI UCCISI DA UNA BOMBA La strage è avvenuta durante i combattimenti tra l'esercito di Baghdad e gli uomini del Califfato

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Almeno tredici civili sono morti a Ramadi, Iraq, per lo scoppio di una bomba durante un combattimento tra le truppe dell’esercito iracheno e gli uomini dell’Isis.

Secondo quanto riportato da Al Jazeera, domenica 17 gennaio si è verificato uno scontro armato tra l’esercito iracheno e un gruppo appartenente al Califfato. Nel conflitto sono morti 17 guerriglieri dell’Isis e 11 soldati iracheni. Le vittime civili stavano tentando di fuggire e trovare riparo, ma un ordigno piazzato sul ciglio della strada è esploso. Fonti militari affermano che tra le vittime ci sono anche 7 donne e 3 bambini, tutti provenienti dal villaggio di Albu Ghanim, nella parte orientale di Ramadi.

Per l’esercito iracheno recuperare il controllo su questo versante della città è diventato di vitale importanza perché significherebbe non solo riconquistare la via di fuga verso la base militare di Habaniyah, a circa 30 km dalla città, ma anche segnare una vittoria decisiva sull’Isis.

Le forze governative, affiancate dalla colazione internazionale, stanno combattendo per riprendere pieno possesso della città di Ramadi, capitale della provincia di Anbar, considerata una conquista strategica per i gruppi armati dell’Isis. Ad oggi, le truppe governative sono riuscite ad allontanare il califfato dal centro della città, spingendo l’Isis nella parte orientale di Ramadi. Gli uomini del califfato, però, si stanno dimostrando abili ad adattarsi alle nuove circostanze, si riorganizzano molto velocemente e attirano nuove reclute e alleati con una preoccupante rapidità. La situazione nel Paese è molto instabile e sono i civili a pagarne maggiormente le conseguenze, vivendo nel terrore e sotto la minaccia di continui attentati o scontri militari.

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