ONU, NEL 2007 L’APPROVAZIONE DELLA MORATORIA PER FERMARE LA PENA DI MORTE

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E’ il 18 gennaio 2007. L’assemblea generale delle Nazioni Unite dice sì alla proposta di moratoria sulla pena di morte. La decisione dell’Onu è una vera e propria vittoria diplomatica per l’Italia che per prima ha promosso l’iniziativa. 104 gli Stati che hanno votato a favore (“Più delle previsioni” commenta Massimo D’Alema) 54 i contrari e 29 gli astenuti. Con l’approvazione della moratoria è stato premiato il grande lavoro non solo dell’Italia, ma anche della Francia e dell’Unione Europea, insieme al contributo dei co-autori della Risoluzione e, tra i tanti, il Messico e il Brasile.

Il governo degli Stati Uniti non ha votato, né avrebbe potuto, perché, a parte qualche delitto che ricade sotto la giurisdizione dei tribunali federali (punibile con la morte), sono i singoli stati, e non il Presidente né il Parlamento, che possono decidere le pene sui delitti, prerogative delle autonomie locali. Tuttavia, qualcosa cambia oltre Oceano. Dopo qualche giorno dall’approvazione del testo, il New Jersey ha abolito la pena di morte. Al momento sono 19 su 50 gli stati dove il boia non lavora più.

Fino all’epoca, ogni tentativo di approvare qualcosa di simile al Palazzo di Vetro è naufragato. Già altre due volte, nel ’94 e nel ’99, le iniziative sulla pena di morte erano deragliate a livello di commissione e spesso per pochi voti. Colpa di quegli Stati, circa 50, in cui la pena di morte è ancora in vigore. L’aria però è cambiata. La risoluzione sulla pena di morte approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha un’importanza storica senza precedenti, paragonabile forse all’abolizione della schiavitù, anche se ha ancora un valore puramente simbolico.

Spetterà all’Onu verificare, Stato per Stato, l’applicazione del documento. Ial segretario generale Ban Ki-moon lo definisce “un passo coraggioso”. Il testo non è vincolante, ma il significato morale e l’impatto politico è grande: esorta tutti gli stati che hanno ancora la pena di morte a “stabilire una moratoria delle esecuzioni in vista dall’abolizione” della pena capitale, e invita a ridurne progressivamente l’uso e il numero dei reati per i quali può essere comminata, rispettando gli standard internazionale a garanzia dei diritti dei condannati.

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