TRAPANI, QUATTRO AEREI PER RICOGNIZIONI NEL MEDITERRANEO L'obiettivo è controllare la situazione libica con il nuovo governo di unità nazionale

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Quattro caccia “Amx” dell’Aeronautica militare sono atterrati alla base di Trapani Birgi, sulle coste sicule, questa mattina. Lo Stato Maggiore della Difesa ha fatto sapere nella serata di ieri che, “nell’ambito delle predisposizioni tese ad assicurare la sicurezza degli interessi nazionali nell’area del Mediterraneo Centrale, è stata incrementata la capacità di sorveglianza e acquisizione informazioni, ridislocando temporaneamente quattro velivoli Amx del 51/o Stormo di Istrana (Tv) presso la base di Trapani Birgi”. La decisione, viene spiegato, “è maturata a seguito dei recenti sviluppi nell’area dei Paesi del Nord Africa e del conseguente deterioramento delle condizioni di sicurezza”.

L’obiettivo implicito , quindi, è aumentare l’attività di Intelligence verso la Libia, che sta vivendo un momento di passaggio politico critico: scade domani il termine per il premier designato Fayez al-Sarraj per annunciare la composizione del nuovo governo di unità nazionale.

La preoccupazione per l’attuale instabilità politica nel Paese nordafricano è stata condivisa nella riunione presieduta martedì scorso a Palazzo Chigi dal premier Matteo Renzi con i ministri di Esteri, Difesa e Interno, con i vertici militari e dei Servizi. I report sono allarmanti, per i tentativi di penetrazione dell’Isis, i recenti attacchi delle milizie “nere” ai pozzi petroliferi nell’Est e le minacce all’Italia che anche ieri sono arrivate, via video, da parte di al Qaeda. Senza contare i quattro tecnici italiani che dallo scorso luglio sono nelle mani dei rapitori. Uno scenario certamente poco roseo, ma la strategia italiana punta sul nuovo governo di unità nazionale.

La Costituzione esclude azioni militari belliche. Un eventuale intervento tricolore potrebbe avvenire soltanto nell’ambito di una alleanza internazionale, su richiesta libica e come misione di pace su mandato delle Nazioni Unite. “Americani ed europei – ha sottolineato il ministro Paolo Gentiloni – scommettono tutto sulla stabilizzazione del Paese. Non vedo alternativa alla formazione di un governo di unità nazionale che contribuisca alla stabilizzazione del Paese”. Ogni altra prospettiva – ha avvertito – sarebbe “molto pericolosa” per la Libia e per la comunità internazionale. “Se tra qualche mese bisognerà prendere atto con amarezza che i libici hanno rinunciato a questa prospettiva – ha aggiunto – allora certamente dovrà nascere una coalizione internazionale anti-Isis, come in Iraq o in Siria”. Ma, “non è all’ordine del giorno, né oggi né domani”. Sulla stessa posizione è l’Alto Rappresentante della Politica estera dell’Unione Europea, Federica Mogherini, secondo la quale “qualsiasi altro tipo di azione sarebbe controproducente in questo momento”.

Dalla stessa base di Trapani, nel 2011, gli aerei italiani partirono contro Gheddafi. Il quale, in una intervista rialsciata al quotidiano “Il giornale” nel mese di marzo – l’ultima italiana – disse profeticamente: “Senza di me sarà il caos nel Mediterraneo”.

I caccia Amx – precisano le fonti militari – non sono in assetto di bombardamento, hanno solo le armi per la ‘self defense’, servono per la ricognizione. Si aggiungeranno al Predator, l’aereo senza pilota, utilizzato nell’operazione “Mare Sicuro” che pattuglia il Mediterraneo centrale.

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