MASSACRO DEL CIRCEO, LA PROCURA ORDINA LA RIESUMAZIONE DELLA SALMA DI GHIRA Il personaggio chiave del giallo è sepolto sotto falso nome in Spagna. I giudici vogliono verificare se il corpo sepolto sia il suo

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ghira circeo

La Procura della Repubblica di Roma ha disposto la riesumazione del cadavere di Andrea Ghira, uomo chiave del “Massacro del Circeo”, caso di cronaca nera che sconvolse l’Italia a metà anni 70. Ufficialmente Ghira è sepolto con il nome di Maximo Testa De Andres nel cimiteri di Melilla, in Spagna, nazione dove trascorse gli anni della latitanza successiva alla condanna all’ergastolo. I pm romani hanno preso tale decisione per verificare, alla luce delle più aggiornate e sofisticate tecnologie, se si tratti proprio di lui.

Il “massacro del Circeo” è avvenuto tra il 29 e il 30 settembre del 1975. Ghira, assieme a Angelo Izzo e Gianni Guido, nella villa di famiglia al mare sequestrarono, violentarono e torturano due donne: Donatella Colasanti e Rosaria Lopez. Quest’ultima viene uccisa durante le sevizie, mentre la Colasanti, fingendosi morta, riuscirà miracolosamente a salvarsi. Per questa vicenda Ghira è stato condannato all’ergastolo in contumacia rimanendo per oltre 30 anni latitante.

Il suo nome rispunta fuori nell’ottobre del 2005 quando il suo corpo venne trovato in un cimitero in una enclave spagnola in Marocco. L’uomo sarebbe morto nel ’94 in Spagna. La sua sepoltura, avvenuta sotto il falso nome di Massimiliano Testa, è stata effettuata in un cimitero comunale a Melilla. Secondo quanto ricostruito Ghira si era arruolato nella legione straniera. La procura di Roma dispose la riesumazione della salma per effettuare la comparazione del Dna. Il 26 novembre di undici anni fa arrivò la conferma: il corpo era di Ghira.

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