QUEL GIORNO IN CUI L’AMERICA SCOPRI’ IL PROIBIZIONISMO

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proibizionismo

E’ stato immortalato in capolavori del cinema come “Gli Intoccabili” (Brian De Palma, 1987) e “C’era una volta in America (Sergio Leone, 1984). Il Proibizionismo ha caratterizzato la società statunitense a cavallo tra la fine degli anni 10 e l’inizio dei 30 del secolo scorso. L’entrata in vigore ufficiale avviene il 16 gennaio del 1920 come risposta al pressing operato da alcuni gruppi religiosi e ampie fasce della popolazione Usa. Con esso si stabilisce il divieto di vendita e consumo di bevande alcoliche, considerate immorali per i loro effetti sulle persone.

Da molti è conosciuto anche come “Noble experiment” (esperimento nobile), ed è visto come un tentativo di moralizzazione di una nazione diventata da poco una superpotenza economica e militare. Una limitazione che non fu ben accolto dalla stragrande maggioranza degli americani, che lamentavano una compressione della loro “libertà di bere”. Così il Proibizionismo divenne un grande affare per la criminalità organizzata, specie quella di origine italiana, che cominciò a vendere clandestinamente ingenti quantità di alcool.

Tanto per capirsi fu grazie a questo divieto che Alphonse Gabriel Capone (conosciuto semplicemente come “Al Capone”) riuscì a costruire un vero e proprio impero finanziario, diventando uno dei più grandi boss mafiosi della storia americana. Questo e altri problemi fecero capire alla classe dirigente di aver commesso un errore. Tanto che molti fautori del “Proibizionismo” (fra cui il magnate John D. Rockefeller) cambiarono sponda, iniziando a chiederne l’abolizione. La quale avvenne con l’abrogazione,il  del XVIII emendamento alla Costituzione e del Volstead Act

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