UNIONI CIVILI, I CATTOLICI PD CONTRO LO STEPCHILD

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Stralciare la ‘stepchild adoption’ o ‘sostituirla con soluzioni normative che, nel garantire la piena tutela ai diritti dei minori, evitino di legittimare o incentivare comportamenti gravemente antigiuridici’. E’ quanto si legge nel documento firmato da 37 deputati Pd, in gran parte riconducibili all’ala cattolica del partito, presentato alla stampa.

“Siamo convinti – spiega Giuseppe Fioroni – che sui temi di bioetica non ci sono né tessere di partito, né programmi di governo, né campagne elettorali da fare. La lista di proscrizione che ho visto pubblicata su taluni siti (il portale Gay.it ha pubblicato le foto dei senatori Pd contrari allo stepchild, ndr) mi ha addolorato profondamente, perché significa non avere rispetto delle persone; il confronto si basa sulla reciproca accettazione anche quando ci sono idee e convinzioni diverse.

fioroni“Noi – prosegue Fioroni – riteniamo che i diritti siano per tutti ma che la famiglia sia unica, per questo abbiamo chiesto che le unioni civili abbiano la loro fattispecie specifica, diversa dalla famiglia naturale fondata sul matrimonio, ex. art. 29. Non possiamo fare una legge che genera confusione; bisogna garantire diritti a tutti, facendoci fare un grande passo in avanti, ma nella chiarezza.

La mia posizione sulle adozioni – continua – è nota. Dico ‘mia’ perché se non c’è tessera di partito e non c’è programma di governo, figuriamoci se c’è spazio per le correnti. Credo che la strada maestra sia la libertà di coscienza, per scelta e non per furbizia. Personalmente ritengo che un figlio sia un atto d’amore, quindi un dono; non è un diritto, e dunque una proprietà. Come tale il diritto del minore, quello naturale ad avere un padre e una madre, è qualcosa di inalienabile. Ancor più se per fare una norma frettolosamente, si apre la strada a quello che io chiamo un crimine contro l’umanità, che è l’utero in affitto.

“Senza una mediazione – afferma dal canto suo Alfredo Bazoli, tra i firmatari del documento – il rischio è, con il voto segreto, il naufragio della legge al Senato”. L’emendamento, che ha tra i primi firmatari i senatori Stefano Lepri, Rosa Maria Di Giorgi e Emma Fattorini, prevede che ‘in caso di morte del genitore biologico o adottivo del minore affidato, il genitore affidatario può avanzare richiesta di adozione’. Inoltre ‘al compimento della maggiore età dell’affidato, il genitore affidatario può chiederne, con il consenso dello stesso, l’adozione’.

La proposta, formulata in 8 commi, è più estesa di quella già presentata in commissione Giustizia al ddl Cirinnà, e prevede che per “l’affidamento personale è necessario l’assenso del genitore che è parte dell’unione civile tra persone dello stesso sesso, il consenso dell’altra parte dell’unione civile e il consenso del minore che abbia compiuto il quattordicesimo anno di età. Se il minore ha compiuto dodici anni deve essere personalmente sentito; se ha una et inferiore, deve essere sentito in considerazione della sua capacità di discernimento’.

Si prevede inoltre che “il genitore affidatario esercita tutti i poteri connessi con la responsabilità genitoriale” e che “lo scioglimento dell’unione civile durante il regime di affidamento personale non possa essere causa di anticipata cessazione dello stesso affidamento. Con la pronunzia di scioglimento dell’unione civile – si legge nel testo dell’emendamento – il giudice stabilisce la misura e il modo con cui il genitore affidatario deve contribuire al mantenimento, all’istruzione e all’educazione dell’affidato, nonché’ le modalità di esercizio dei suoi diritti nel rapporto con esso”.

 

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4 COMMENTS

  1. Il problema non consiste solo nella step child adoption ma nell’impianto complessivo del ddl Cirinnà che equipara le unioni civili al matrimonio, come hanno argomentato già autorevoli giuristi e costituzionalisti. Se anche sarà stralciata la step child adoption, come soluzione di compromesso, lasciando invariato il resto, l’equiparazione delle unioni civili al matrimonio porterà presto alla estensione della legislazione sulle adozioni anche alle unioni civili, gioco forza, perchè si tratterebbe di due istituti giuridicamente assimilabili. Pertanto, coloro che vogliono scongiurare questa deriva, che siano o meno cattolici, devono opporsi al ddl Cirinnà nel suo insieme e non fare una battaglia per stralciare un pezzo della legge o proporre addirittura quello che chiamano “affido rafforzato”, solo per salvare la faccia o mettersi a posto la coscienza. Anche se siete dei politici, dovete avere coraggio.

  2. L’intervento di Fioroni fa il paio con quello di un altro parlamentare PD, Franco Monaco, pubblicato da Avvenire nella rubrica delle lettere. Argomentazioni anche condivisibili, propositi di impegno a modificare le cose, ma il risultato sarà, purtroppo, sempre lo stesso: il presidente de Consiglio porrà il voto di fiducia e i due parlamentari, con tutti i distinguo possibili, approveranno.

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