IRAQ, VIA LIBERA DEL PENTAGONO ALL’INVIO DI NUOVE FORZE SPECIALI L'unità aiuterà i militari a colpire obiettivi sensibili del sedicente Stato Islamico. Carter: "Collaboreranno anche con i peshmerga"

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Il Pentagono invierà in Iraq una nuova unità di forze speciali che lavorerà a stretto contatto con i militari iracheni per attaccare obiettivi sensibili del Daesh nel Paese. Lo ha confermato il segretario di Stato Usa alla Difesa, Ashtor Carter, durante un discorso ai soldati della 101ma divisione aviotrasportata. Il capo del Pentagono aveva già annunciato nel mese di dicembre l’intenzione di schierare forze speciali per aiutare le forze di sicurezza irachene e i Peshmerga curdi per combattere lo Stato islamico e attuare eventuali operazioni in Siria.

In un intervento al Congresso, Carter aveva detto che le forze agiranno in “pieno coordinamento con il governo iracheno e i Peshmerga”. Il segretario alla Difesa aveva inoltre aggiunto che i militari potranno agire in modo unilaterale in Siria, effettuare incursioni, liberare ostaggi e catturare leader estremisti.

L’annuncio di Carter aveva messo in grande imbarazzo il premier iracheno Haider al Abadi, che ha dovuto smentire pubblicamente l’arrivo di nuove truppe straniere per difendersi dagli attacchi dei parlamentari sciiti filo-iraniani, che denunciavano la violazione della sovranità irachena e l’ingerenza degli Usa negli affari interni del paese. L’impiego di forze speciali Usa nel teatro di guerra iracheno, tuttavia, è già avvenuto in ottobre, quando le forze di sicurezza irachene sostenute da una squadra delle Forze speciale degli Stati Uniti hanno condotto con successo la liberazione di 70 ostaggi detenuti dallo Stato Islamico in una prigione nell’area di Hawija, a circa 50 chilometri a nord ovest della città di Kirkuk, nell’Iraq settentrionale.

L’operazione era stata confermata il 22 ottobre dal generale Lloyd Austin, responsabile del Comando centrale dell’esercito degli Stati Uniti, il quale aveva ammesso l’uccisione nell’operazione di un militare statunitense, prima vittima di Washington dall’inizio della lotta contro lo Stato islamico. L’operazione era stata richiesta espressamente dal governo della regione autonoma del Kurdistan.

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