PENNSYLVANIA, AGENTE SPARA DURANTE UN’OPERAZIONE DI SFRATTO: MORTA UNA 12ENNE Il poliziotto ha reagito alle minacce del padre della minore, ma il proiettile ha trapassato il braccio dell'uomo e colpito la piccola

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Una nuova bufera si è abbattuta sulla polizia statunitense, accusata in più occasioni di usare il suo potere in modo spropositato e in, alcuni casi, anche i razzismo. Una ragazzina di appena dodici anni è infatti morta durante un’operazione, ritenuta di routine, di notificazione di uno sfratto. La minore è stata colpita da un proiettile, sparato da un agente di polizia ed è deceduta.

L’uomo delle forze dell’ordine era impegnato nel tentativo di “fare rispettare un ordine di sfratto”, ha sparato al padre di una dodicenne di Duncannon, in Pennsylvania, ma il proiettile ha trapassato il braccio dell’uomo, colpendo la ragazzina. Lo riferiscono i media locali, precisando che il fatto risale a lunedì.

Quando l’agente Clarke Steele si è avvicinato all’appartamento, riferiscono i funzionari, il padre della giovane avrebbe aperto la porta, per poi richiuderla immediatamente, prima di riaprirla una seconda volta armato di fucile. Dopo un breve scambio di parole, l’uomo avrebbe puntato l’arma verso l’agente, che a quel punto ha sparato un colpo, ferendo il 57 nella parte superiore del braccio sinistro. Steele ha deciso di sospendersi volontariamente.

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