CASO MARO’, IL PREMIER DI KERALA: “MODI FACCIA TORNARE IN INDIA LATORRE” Il primo ministro indiano chiederà al presidente indiano di intervenire diplomaticamente per far tornare a New Delhi il fuciliere italiano

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La lunga e intricata vicenda dei due fucilieri italiani – Massimiliano Latorre e Salvatore Girone detenuti in India da oltre quattro anni per aver ucciso due pescatori indiani scambiati per dei pirati – si aggiunge di un nuovo capitolo. Infatti, alla fine di questa settimana, esattamente il 16 gennaio, scade il permesso di Latorre per rimanere in Italia dove si trova dalla fine del 2004 – dietro permesso della Corte Suprema Indiana – per ricevere delle cure mediche.

All’avvicinarsi della scadenza del permesso nuove polemiche sono state sollevate, sia dai politici italiani che da quelli indiani. Nella giornata di ieri il presidente della Commissione Difesa di Palazzo Madama, Nicola Latorre ha annunciato che il fuciliere della marina non tornerà in India. Immediata la replica del premier di Kerala, Oommen Chandy, che ha dichiarato che chiederà al presidente Modi di intervenire sulla questione. “I marine italiani hanno commesso un crimine sul territorio indiano e sono tenuti a rispondere alla legge indiana. Oggi stesso il governo del Kerala chiederà al premier Modi di far tornare il marine in India – ha dichiarato Chandy -. Oggi stesso chiederò al premier di intervenire ed intraprendere passi decisi per riportare indietro i colpevoli”.

Chandy ha parlato ai giornalisti alla vigilia dell’udienza in cui la Corte Suprema indiana si riunisce per fare il per fare il punto sulla vicenda che vede contrapposte Roma e Dehli. Sul tavolo dei magistrati indiani il dossier sulla permanenza in Italia del marò Massimiliano Latorre, il cui permesso per le cure ottenuto dalla fine del 2014 dopo un intervento al cuore a causa di un ictus, accordato dalle autorità indiane, scade questa settimana, il 16 gennaio.

L’udienza di oggi sarà condizionata dall’ordinanza del Tribunale del Mare di Amburgo che ha imposto ad India e Italia di “sospendere ogni iniziativa giudiziaria”. I giudici dell’Alta Corte hanno comunicato che sul loro tavolo arriveranno tre diversi fascicoli riguardanti i due fucilieri.Il primo riguarda la causa-madre dopo il trasferimento dal Kerala a New Delhi, a cui è legata la richiesta italiana di rimuovere dall’indagine la polizia antiterrorismo Nia per escludere dal processo la legge indiana per la repressione del terrorismo marittimo (SUA Act). Il secondo fascicolo riguarda una istanza in cui Latorre e Girone sollevano una eccezione di giurisdizione per il loro caso. Il terzo infine contiene un ricorso firmato da un membro dell’equipaggio di nome Kilsariyan in cui si chiede di reintrodurre nel processo “le principali disposizioni” del Sua Act e dell’Admiralty offences (Colonial Act).

Alla luce tuttavia della sentenza del Tribunale del mare di Amburgo del 24 agosto 2015 secondo cui “l’Italia e l’India devono sospendere ogni iniziativa giudiziaria in essere e non intraprenderne di nuove che possano aggravare la disputa”, è proabile che la Corte si limiterà a confermare l’impossibilità di procedere con le questioni in sospeso ed esaminerà la situazione della licenza in Italia di Latorre. Infatti quando il presidente della sezione n.3 Anil R. Dave, fissò, il 26 agosto, una nuova udienza per il 13 gennaio 2016, lo fece proprio in previsione della scadenza della licenza di sei mesi concessa per ragioni di salute a Latorre.

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