STUDENTE STRANIERO “LAVORA TROPPO”, ESPULSO

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Lavorare troppo per alcuni può essere un problema. E’ quello che viene da pensare ascoltando la storia di un giovane studente originario del Camerun, ma perfettamente immigrato in Danimarca, dove si è trasferito da poco tempo con la sua famiglia. Ma ancora più recentemente il ragazzo è stato espulso. La sua colpa? quella di brillare nei suoi studi accademici di ingegneria e di aver trovato un lavoro part-time come addetto alle pulizie. Infatti l’universitario, invece di aspettare sussidi o di cercare espedienti per sopravvivere si è rimboccato le maniche e si è messo a lavorare.

Ma il giovane straniero non ha fatto i conti con le rigide leggi del Paese scandinavo che ultimamente sono state inasprite proprio con lo scopo di scoraggiare gli immigrati a stabilirsi in Danimarca. Secondo la normativa vigente infatti, agli studenti stranieri non è permesso lavorare per più di 15 ore settimanali, pena una sanzione e l’espulsione.

Marius, così si chiama il giovane immigrato, ha superato il limite previsto dalla normativa vigente perchè in alcune occasioni ha  accettato di fare anche degli straordinari e si è visto così recapitare una multa che però a puntualmente pagato. Male! Infatti secondo i funzionari danesi il pagamento della sanzione equivale ad un’ammissione della colpa e quindi è scattata la procedura di espulsione. A nulla sono servite le lettere inviate dal rettore dell’Ateneo a Servizio di immigrazione, spiegando che Marcus era uno dei migliori e più promettenti studenti. Le sue richieste sono state liquidate con un laconico ed informale “è la legge”. Così Marius ha dovuto lasciare la Danimarca e tornare in Africa senza avere la possibilità di finire la sua tesi che è rimasta a metà.

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