SIRIA, PUTIN: “ASILO IN RUSSIA PER ASSAD? E’ PRESTO PER PARLARNE” Il presidente russo alla Bild: "Molto più facile ospitare Snowden. I siriani devono poter dire la loro"

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“E’ prematuro parlare di un possibile asilo politico in Russia per Bashar al-Assad”. Lo ha detto Vladmir Putin in un’intervista rilasciata al tabloid tedesco Bild. Secondo il numero uno del Cremlino l’omologo siriano ha “commesso molti errori” concedergli ospitalità è molto più facile di quanto avvenuto con Snowden, l’analista americano che ha rivelato il piano di spionaggio degli Usa nei confronti di Paesi esteri, alleati compresi.

“Prima bisogna dare al popolo siriano l’opportunità di dire la sua” ha detto Putin. “E vi garantisco che se ciò sarà fatto in modo democratico, forse non dovrà andare da nessuna parte. E non importa se sia presidente o meno”. Le potenze globali stanno cercando di convincere regime e opposizione siriani a sedersi al tavolo negoziale per chiudere una guerra civile che in cinque anni ha ucciso 260mila persone.

Il piano Onu prevede l’avvio dei colloqui il 25 gennaio, l’insediamento di un governo di transizione in sei mesi ed elezioni entro 18 mesi. Putin, che il 30 settembre ha lanciato una campagna di bomabrdamenti aerei in Siria, difende Assad, pur sottolineando che ha commesso “molti errori” dall’inizio del conflitto nel 2011. Ma la guerra non si sarebbe diffusa tanto in fretta “se dall’inizio non fosse stata alimentata dall’estero, con grandi quantità di denaro, armi e combattenti” ha detto Putin. “Assad non sta cercando di annichilire il suo popolo. Sta combattendo coloro che lo affrontano con le armi” ha proseguito il capo del Cremlino. “E se la popolazione pacifica soffre a causa di questo, penso che la responsabilità sia soprattutto di coloro che lo combattono in armi e di coloro che li armano” .

Putin ha ribadito che le forze russe in Siria aiutano anche l’opposizione. “Siamo parlando di centinaia, migliaia di persone che combattono l’Isis” ha detto. “Sosteniamo sia l’esercito di Assad sia l’opposizione armata. Qualcuno l’ha già detto, altri preferiscono restare in silenzio, ma il lavoro prosegue”.

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