ISMAEL “EL MAYO” ZAMBADA E’ IL SUCCESSORE DEL CHAPO AL VERTICE DEL CARTELLO SINALOA L'inizio della collaborazione tra i due narcos risale infatti al 2001, sebbene El Mayo fosse già pienamente operativo nel mondo del narcotraffico da circa un trentennio

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Con l’arresto di Joaquin “El Chapo” Guzman il cartello di Sinaloa ha bisogno di un nuovo capo. E a meno di tre giorni dalla sua cattura già spunta fuori il nome del suo successore. Ha diversi soprannomi, “El del Sombrero”, “El M Grade”, “El Padrino”, “El Quinto mes”, ma tutti lo conoscono come “El Mayo” e dopo la nuova cattura del Chapo, Ismael Zambada Garcia è il nuovo capo del potente cartello di Sinaloa. “Nel mondo non c’è un cartello più solido di quello di Sinaloa, né capo più importante del Mayo”, ha detto in un’intervista del 2015 il direttore dell’agenzia antidroga statunitense (Dea), Jack Riley. Ismael “El Mayo” Zambada è stato, probabilmente, l’ultima persona chiamata dal Chapo Guzman prima della sua cattura. Secondo alcune fonti di stampa messicana, proprio l’intercettazione della telefonata sarebbe stata determinante per il suo arresto, che ha messo fine a un sodalizio lungo 15 anni.

L’inizio della collaborazione tra i due narcos risale infatti al 2001, sebbene El Mayo fosse già pienamente operativo nel mondo del narcotraffico da circa un trentennio. Zambada, nato il primo gennaio del 1948, aveva iniziato la sua scalata al vertice del narcotraffico messicano e internazionale negli anni settanta, lavorando al fianco di Miguel Angel Felix Gallardo, Ernesto Fonseca Carrillo e Rafael Caro Quintero. Ma soprattutto di Amado Carrillo, conosciuto come “Il signore dei cieli”. La sua ascesa fino alla leadership del cartello di Sinaloa avverrà però più tardi, con l’arresto dei vecchi capi e l’inizio della collaborazione con El Chapo Guzman. La figura di “El Mayo” è avvolta nel mistero: di lui si conoscono solo poche immagini. Secondo alcune fonti, avrebbe fatto ricorso più volte alla chirurgia plastica per cambiare aspetto. Non è chiaro se l’abbia fatto anche dopo il 2010, anno in cui rivelò il suo volto durante l’intervista concessa a Julio Scherer, durante la quale dichiaò che la sua più grande paura era quella di finire in carcere, “è meglio se mi ammazzano”, confessò al giornalista.

Di certo, in questi anni è stato oggetto di operazioni militari, incursioni della polizia, indagini di intelligence. Gli Stati uniti stanno offerto una ricompensa di cinque milioni di dollari per la sua cattura. Le autorità messicane hanno cercato di stringere il cerchio attorno a El Mayo arrestando anche alcuni suoi familiari, a cominciare dai tre figli. Vicente Zambada Niebla, detto El Vicentillo, che coordinava l’invio di tonnellate di cocaina negli Stati Uniti, è stato arrestato nel 2009 ed estradato negli Usa l’anno successivo; Serafin Zambada Ortiz, è finito in carcere nel 2013, Ismael Zambada Imperial “El Mayito Gordo”, è stato catturato nel 2014. Al 2008 risale invece l’arresto del fratello del boss, Jesus Zambada Garcia “El Patron”, e del nipote. El Mayo, invece, resta ancora introvabile. Secondo le autorità messicane e statunitensi, si muoverebbe costantemente nell’area conosciuta come il “Triangolo dorato”, tra Durango, Sinaloa e Chihuahua. Diversi esperti – citati da Univision – sono convinti del fatto che proprio in quella regione El Mayo può contare sulla protezione della popolazione locale, parte della quale lo considera un benefattore: organizza feste, offre lavoro, garantisce servizi sanitari.

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