MARSIGLIA, PROFESSORE EBREO AGGREDITO DA UN SOSTENITORE DELL’ISIS Il 16enne non ha precedenti penali e per gli investigatori non soffre di "problemi psichiatrici"

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Un insegnante ebreo di Marsiglia è stato vittima di un attacco antisemita da parte di un giovane turco che ha dichiarato di agire “per Allah” e “per l’Is”. Già nel novembre del 2015 la cittadina francese era stata teatro di un episodio simile: un professore di storia è stato attaccato da tre persone a bordo di un motorino. Uno dei tre assalitori indossava “una maglietta di Daesh”.

Questa volta l’attacco è stato messo in atto da un giovane turco di origine curda, sostenitore del sedicente Califfato. Il procuratore della città ha comunicato che il ragazzo, 16 anni, non ha precedenti penali. L’aggressore ha leggermente ferito con un machete il professore, con indosso una kippah, che camminava in strada, prima di essere arrestato dalla polizia. Un’inchiesta per “tentato omicidio a sfondo razziale” e “sostegno al terrorismo” è stata aperta dalla procura di Marsiglia.

Secondo il procuratore Brice Robin, l’adolescente, al momento del suo arresto avvenuto nei pressi della Stazione metro di Sainte-Marguerite Dromel, ha anche affermato che “quando uscirà, si procurerà un’arma da fuoco per uccidere tutti gli agenti di polizia”. “Il giovane – ha aggiunto Robin – è di nazionalità turca e origine curda e compirà 16 anni la prossima settimana. Non è noto alla polizia e alla giustizia e per il momento non è ancora stato riscontrato nessun disturbo mentale. Per gli investigatori non ci sono segni di problemi psichiatrici”.

Da quanto è emerso, inoltre, il ragazzo, che frequenta una scuola di Marsiglia, ha dei buoni voti e la sua famiglia sembra assolutamente ignorare qualsiasi fenomeno di radicalizzazione. Il procuratore ha poi aggiunto che la vittima è stata attaccata con un machete leggermente smussato che probabilmente gli ha salvato la vita, mentre addosso al giovane è stato trovato anche un coltello di ceramica con una lama di 20 centimetri.

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