LIBIA: PIU’ DI 500 FAMIGLIE SONO AFFILIATE AL SEDICENTE STATO ISLAMICO Secondo un report diffuso dai media locali la maggior parte di questi nuclei proviene da Tunisia, Egitto, Sudan, Yemen, Arabia Saudita, Kuwait e Giordania

398
califfato

In Libia ci sono più di 500 famiglie affiliate al Daesh. Lo rivela un rapporto di sicurezza diffuso sui media locali, secondo cui la maggior parte di questi nuclei “proviene da Tunisia, Egitto, Sudan, Yemen, Arabia Saudita, Kuwait e Giordania”, oltre a famiglie composte da elementi di “nazionalità diverse, frutto dei matrimoni misti”. Il dossier, inoltre, mette in evidenza un sempre più massiccio reclutamento di bambini tra le fila dell’Is. In particolare, cita la presenza in territorio libico di una brigata chiamata “i leoncini del califfato”, ovvero un gruppo di 100-150 giovani di età compresa tra i 16 e i 18 anni, parenti di jihadisti provenienti dall’Africa, per lo più da Ciad, Sudan, Mali e Nigeria e arrivati in Libia attraverso Boko Haram oppure orfani arabi di miliziani morti nei combattimenti in Siria, Iraq e nella stessa Libia.

In crescita anche il fenomeno dei rapimenti di minori che vengono arruolati nell’organizzazione. Allo stesso tempo, fonti militari dell’esercito libico hanno svelato che “le operazioni di controllo dei confini” hanno spinto gli elementi terroristi provenienti soprattutto da Tunisia e Algeria a modificare il meccanismo con cui si infiltravano in Libia. Se prima infatti questi aspiranti jihadisti attraversavano le frontiere dai Paesi vicini ricorrendo ai contrabbandieri, oggi “vengono prima trasferiti in alcuni Paesi africani che confinano con il sud della Libia, come il Ciad e la Nigeria, facilitando in questo modo il loro arrivo in territorio libico attraverso le reti del traffico di clandestini”.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS