LA CATALOGNA HA UN NUOVO PRESIDENTE: E’ L’INDIPENDENTISTA PUIGDEMONT Il neo-eletto capo della Generalitat ha dichiarato che cercherà di realizzare la secessione della regione catalana in 18 mesi

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“Visca Catalunya lliure (Viva la Catalogna libera, ndr)”. E’ la frase con cui l’indipendentista Carles Puigdemont ha chiuso il suo primo discorso da presidente della Generalitat, dopo la sua elezione avvenuta nella giornata di ieri. Puidgemont è stato eletto – a meno di due ore dalla scadenza dei termini legalia – dal parlamento della regione catalana in seguito alle dimissioni di Artur Mas, il presidente uscente e candidato ad un nuovo mandato. Mas è stato costretto a ritirare la sua candidatura in seguito agli scontri con Candidatura di unità popolare (Cup) e ad alcune circostanze straordinarie che si sono verificate in queste ultime settimane.

Il nuovo capo del governo catalano ha già promesso che seguirà passo passo il cammino verso l’indipendenza della Catalogna iniziato dalla precedente legislatura. “E’ un periodo eccezionale di pre-indipendenza”, ha dichiarato Puigdemont poco dopo l’investitura. In un discorso breve e organizzato in tutta fretta – fino a sabato Puigdemont, sindaco di Girona, non sapeva che avrebbe preso il posto di Mas – il neo-governatore ha annunciato che cercherà di realizzare la secessione della Catalogna dal resto della Spagna in 18 mesi, anche se questo vorrà dire ignorare le pressioni del governo di Madrid e disobbedire alle sentenze finora espresse della giustizia spagnola.

Il passo indietro di Mas ha scongiurato un ritorno alle urne, e Puigdemont è diventato presidente della Generalitat con il sostegno di 70 dei 135 deputati della Camera: i 62 di Junts pel Si’ (coalizione formata da Convergenza democratica, partito di Mas, e Sinistra Repubblicana, ndr) e gli 8 di Cup. I 63 deputati di Ciudadanos, Partito socialista catalano (Psc), Catalunya Si’ que es Pot e Partito popolare (Pp) hanno votato no, mentre altri due parlamentari di Cup si sono astenuti.

Una volta eletto, il nuovo governatore è andato a salutare Oriol Junqueras: il leader di Erc sarà il suo vicepresidente e figura chiave del nuovo governo catalano. Ancora prima che Puigdemont venisse eletto nuovo presidente catalano, invece, il governo spagnolo ha reagito duramente all’investitura nata dal patto indipendentista tra Junts pel Si’ e Candidatura di unita’ popolare (Cup). Il premier uscente Mariano Rajoy, in un intervento breve e dal tono severo di fronte alla stampa, ha ribadito l’accusa di assoluta illegalità mossa dalle istituzioni spagnole alla sfida indipendentista catalana. “Si tratta di illegalità già conclamata”, ha tuonato il primo ministro davanti alle telecamere, sottolineando che il discorso di investitura di Puigdemont non è altro che una “ripetizione” di quello di Artur Mas. Rajoy ha fatto riferimento in particolare alla dichiarazione del parlamento della Catalogna dello scorso 9 novembre, già annullata dalla Corte costituzionale il 2 dicembre. Rajoy ha inoltre assicurato che il governo spagnolo uscente, pur se in attesa della formazione del nuovo Esecutivo e del nuovo parlamento a seguito delle elezioni generali dello scorso 20 dicembre, avrà il sostegno dei gruppi parlamentari socialisti e di Ciudadanos per “garantire il rispetto della legge”. Infine il premier ha affermato che La Moncloa “non lascerà passare una sola azione che vada contro la sovranità, la Costituzione e la giustizia della Spagna”.

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